Il problema delle dipendenze patologiche è annoso e la sua risoluzione diventa sempre più difficile da comprendere. I tempi evolvono, le droghe si trasformano, le persone cambiano. Oggi, si assiste ad un incremento di stili di vita negativi di uso di sostanze che, a seconda del contesto giovanile e la moda del momento, assumono maggior interesse. Tra le varie, la cocaina emerge come elemento collante di variabili generali (ricerca degli effetti, ignoranza sulla tossicità e sulla dipendenza), difficilmente misurabili e che la rendono oggi la droga con il più alto trend di crescita.
La cocaina è una droga complessa, spesso sottovalutata ma con danni sulla persona, a livello psicofisico, a stento quantificabili, se non a lunga scadenza. Eliminare tale dipendenza ci risulta, dal lavoro svolto fino a questo momento, complesso e laborioso, così come, per impedire le ricadute, è necessario un ben congegnato protocollo terapeutico.
Il nucleo dell’attività svolta da qualsiasi programma di trattamento per le dipendenze è volto alla risoluzione della dipendenza e al cambiamento della persona.
In questo contributo intendiamo spiegare concisamente il nostro punto di vista circa il cambiamento al Programma Conoscenza (trattamento per assuntori di cocaina).
Costantemente e fin dagli esordi del Programma Conoscenza abbiamo osservato un particolare e interessante fenomeno: a conclusione del trattamento, la persona ormai avviata verso la dimissione, afferma, a domande mirate, di non rendersi conto bene di come sia riuscita a raggiungere l’obiettivo della terapia, ovvero: il cambiamento.
Questo può apparire strano a chi vede come elemento di primaria importanza l’acquisizione della consapevolezza come strumento di guarigione psicologica. Dal nostro punto di vista invece e, in particolar modo, all’inizio del programma terapeutico, la consapevolezza non rappresenta il punto centrale su cui fare leva, per modificare i comportamenti disfunzionali della persona con problemi di dipendenza.
La cocaina, infatti, stimola nella persona processi automatici e vere e proprie sindromi pseudodissociative, che fanno spesso, in particolari situazioni ambientali ed interiori, abusare e ricadere nell’uso senza quasi rendersene conto.
Con questo non vogliamo mettere in secondo piano i processi cognitivi e metacognitivi. Essi sono fondamentali nella ristrutturazione individuale (Toneatto, 1999). Anzi, nel nostro percorso terapeutico essi vengono sviluppati e consolidati continuamente. Questo avviene, ma con una costante di fondo: adottare il linguaggio persuasorio come strumento principale d’intervento clinico.
Il nostro trattamento si fonda su alcuni principi fondamentali. Uno di questi afferma che la modifica e il cambiamento individuale procedono gradualmente, attraverso piccoli passi, verso l’obiettivo concordato, senza inutili forzature.
Il cambiamento avviene da sé, la persona impara attraverso l’azione e l’esperienza di aver reagito nei confronti delle molteplici situazioni in modo nuovo e diverso. Egli, a quel punto, riflette e si rende conto che ciò che riteneva impossibile o estremamente difficile si è risolto grazie alle sue capacità e competenze.
Per ottenere questo, abbiamo calibrato il protocollo di trattamento, al fine di sospingere dolcemente la persona verso la risoluzione della situazione problematica. Attraverso un processo graduale ma continuo, si conduce dapprima il sintomo, ovvero la dipendenza, verso la sua autodistruzione. Successivamente si costruisce un percorso personalizzato verso il consolidamento e lo sviluppo di nuove modalità di reazione nei confronti della realtà.
Si tratta, in sostanza, di creare, come un’artista alle prese con un grosso masso informe, un’opera compiuta. In tutto questo la persona in cerca d’aiuto è l’allievo che segue il maestro. Dopo, e in modo del tutto naturale, troverà dentro se stesso il maestro (la consapevolezza) che lo aiuterà a realizzare la trasformazione interiore auspicata.
Per raggiungere questo risultato, l’allievo dovrà dar prova di costanza e dedizione negli impegni presi, dovrà applicare ciò che ha imparato attraverso gli strumenti forniti. All’inizio compierà degli errori, ma sarà corretto affinché non li compia ancora. Quando raggiungerà i piccoli ma significativi risultati previsti, sarà premiato e motivato a incrementare maggiormente gli sforzi.
Apprendere, nel nostro programma, significa mutare di continuo la prospettiva di visione della realtà, così che da una percezione rigida e problematica si arrivi, inevitabilmente, ad una visione più flessibile e funzionale. Questo viaggio interiore, a volte duro, a volte tortuoso, porta la persona a rendersi conto del “paesaggio” che fino a quel momento non vedeva. Sarà incuriosito e arriverà a destinazione senza quasi accorgersene.
Per mutamento, quindi, intendiamo uno sviluppo continuo che non cessa mai e che da un punto d’esordio evolve verso una trasformazione che coinvolge la persona nella sua interezza.
Naturalmente, per raggiungere questi obiettivi non basta volerli. Si deve utilizzare un modello di trattamento che abbia al suo interno la rigorosità ed elasticità necessaria a tale scopo. Il Programma Conoscenza utilizza una metodologia ormai consolidata da quasi quattro anni di applicazione e ricerca in questo campo (Leonardi e coll., 2006). Tutto il trattamento è definito e sviluppato nei minimi dettagli e nulla è lasciato al caso. Ogni persona viene seguita in tutte le fasi prefissate e viene adottata una logica d’intervento complessa e articolata, che comprende l’uso della comunicazione come mezzo terapeutico basilare.
Così, come inevitabilmente il cambiamento riguarda l’osservato ma anche l’osservatore (Von Foerster, 1984), l’esperienza del lavoro svolto in questi anni ci ha fatto accorgere di aver cambiato anche in noi il modo di vedere e reagire a tali problemi: da apparentemente insolubili a problemi risolvibili. In modo progressivo ci siamo anche noi a poco a poco trasformati, spontaneamente e senza quasi rendercene conto.
Per informazioni: Programma Conoscenza, Via dell’Anconella n. 3 - 50100 Firenze
Tel. 055/223328 - Cell.335/7686394 - E-mail: mailto:progettoconoscenza@csfirenze.it
Andrea Leonardi, Paolo Fioravanti e Sonia Scavelli sono del Centro di Solidarietà di Firenze; Francesco Velicogna è dell’Institute of Constructivist Psychology, Padova
Per saperne di più:
Toneatto T. (1999), Metacognition and substance use, Addictive Behaviors, Mar-Apr; 24(2): 167-74.
Von Foerster H. (1984), Obseving systems, Intersystems Publications, trad. it. Sistemi che osservano, Astrolabio, Roma 1987.
Leonardi A., Fioravanti P., Scavelli S., Velicogna F., (2006), Programma Conoscenza: trattamento psicoeducativo integrato ed evoluto per problemi di cocaina. In: Serpelloni G., Macchia T., Gerra G. (a cura di), Cocaina. Manuale di aggiornamento tecnico e scientifico. Progetto START del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, pp. 637-653.
Data di pubblicazione on line: 4 dicembre 2006
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