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COCAINA/ Basta allarmi, costruiamo insieme la rete
Dal confronto interno al dibattito pubblico: un successo l’incontro organizzato dalla Rete tematica FICT sulla cocaina. On line tutti gli interventi.

L'allarme lanciato nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sui consumi di cocaina non ci ha certo colti di sorpresa. Sappiamo bene che oggi purtroppo la cocaina rappresenta uno stile di vita diffuso, un modus vivendi, e chi la usa non si considera certo malato.

C'è quindi una grande difficoltà, da parte dei servizi, ad agganciare i consumatori, che raramente vivono l'assunzione di cocaina come un problema: arrivano a farsi curare solo quando sopraggiunge una patologia fisica, come ad esempio un problema cardiaco.

Stiamo studiando le strategie migliori per recuperare la domanda prima che le persone la formulino. La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) dispone di una ventina di Centri terapeutici, presenti su tutto il territorio nazionale, specializzati nel trattamento dei cocainomani. Sono per lo più strutture ambulatoriali che lavorano in stretto contatto con le Prefetture, che svolgono essenzialmente programmi di consulenza psicosociale e che all'occorrenza funzionano anche di sera o nei fine settimana, come questo speciale tipo di utenza spesso richiede. Alle persone viene garantito l'anonimato, e vengono aiutate anche a prendere periodi di aspettativa dal lavoro per “curarsi”. I costi, al momento, non vengono riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale. Abbiamo ideato anche il sito internet www.drogaonline.it, una sorta di sportello gratuito al quale ci si può rivolgere in qualsiasi momento.

Ci stiamo inoltre occupando  della prevenzione che riguarda gli stili di vita. Stiamo studiando con gli psicologi i modi per far capire, ad esempio, che il piacere che procura la cocaina si può ottenere in maniera diversa.

La novità è infatti questa: che si tratta di una droga che non è usata, come accadeva per l'eroina, per alleviare una sofferenza, ma per aumentare le proprie performance.

 

DA ISOLE AD ARCIPELAGHI

 

Queste sono solo alcune delle considerazioni emerse durante la giornata di studio organizzata il 26 gennaio scorso, a Reggio Emilia, dal gruppo di lavoro della FICT specializzato su cocaina e nuove droghe. Un appuntamento particolarmente ricco di spunti che ha dimostrato la possibilità di concretizzare e consolidare con i fatti una scommessa lanciata due anni fa: riflettere sulle esperienze proveniente dai Centri aderenti alla  FICT presenti in tutta Italia “mettendosi in rete”. Sin dai primi incontri, gli operatori si sono confrontati sulle metodologie utilizzate, sui cambiamenti dei propri servizi in risposta all’evoluzione esponenziale del fenomeno droga e alle istanze sempre nuove che la realtà sociale ci pone quotidianamente

I vari gruppi hanno saputo realizzare un vero osservatorio/laboratorio di ricerca dove elaborare i numerosi dati statistici forniti dai vari centri federati e sono riusciti ad offrire momenti di formazione e di consulenza per altri operatori disposti ad aprire nuovi servizi nei loro territori.

Grazie al contributo del CeIS di Reggio Emilia, c’è stato un passaggio successivo: l’apertura ad uno scambio e ad una condivisione con l’esterno FICT, per una conoscenza reciproca e costruttiva: “non più come isole solitarie, ma come arcipelaghi…”.

Dal confronto si è passati quindi alle proposte, alle “buone prassi”, tra  la rete FICT e i risultati della Ricerca Internazionale ed Europea, brillantemente presentata da Umberto Nizzoli, e ad un dibattito con il mondo politico, rappresentato dagli assessori comunali e regionali presenti in sala, per concertare insieme una rilettura delle politiche sulle dipendenze.

Sono convinta ancor più che occorra al più presto andare oltre agli interventi “con il bilancino” e proporre una strategia complessiva, che comprenda la prevenzione, attuata sin dalle scuole primarie via via fino ad investire le questioni dell’autostima e degli stili di vita.

Come coordinatrice delle reti tematiche non posso quindi che ringraziare tutti gli operatori che, con gratuità, solidarietà e professionalità, partecipano ai vari  incontri, contribuendo al successo dell’iniziativa ed augurare a tutti i Centri  di “cadere nella rete… facendo rete”. 

Una modalità, questa, che propongo anche a tutti coloro che in Italia si occupano di tossicodipendenze, perché abbiamo bisogno di tutti per tessere tele resistenti e fitte, capaci di resistere alle insidie delle droghe.

 

 

Data di pubblicazione on line: 6 febbraio 2007

 

 

Clicca qui per scaricare la presentazione del Progetto “No Cocaine”

 

Clicca qui per scaricare i dati dell’utenza del Progetto “No cocaine” del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia

 

Clicca qui per scaricare i dati dei familiari che seguono il Progetto “No cocaine” del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia

 

Clicca qui per scaricare la presentazione del Centro di disassuefazione residenziale di Carpineti

 

Clicca qui per scaricare l’intervento di Umberto Nizzoli “Le buone prassi. L’apporto alla ricerca internazionale ed europea”

 

Clicca qui per scaricare la sintesi della “Previsione dell’evoluzione dei fenomeni d’abuso. Prevo.Lab” del Dipartimento delle Dipendenze Città di Milano, elaborata e presentata da Paolo Fioravanti del Centro di Solidarietà di Firenze 

 

 

 

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Maria Federica Massobrio è membro del Consiglio di Presidenza della FICT con delega alle Reti tematiche

 

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