Parte la campagna di comunicazione del CeIS di Treviso e dell’Ulss 9 per favorire l’approccio con i consumatori “nascosti” di nuove droghe.
Si rivolge a chi fa uso di cocaina, ma non solo. Ad essere interessati sono coloro che assumono le cosiddette “droghe ricreative” in genere, quindi anche fumo, pasticche, alcol. La campagna di comunicazione “Attenzione alle strisce” legata al progetto “Kriptòs” promosso dal Ceis di Treviso, in collaborazione con l’Ulss 9, finanziato dal Fondo regionale di intervento per la lotta alla droga (D.G.R. n. 456 del 28/02/2006 FONDO DI INTERVENTO PER LA LOTTA ALLA DROGA triennio 2006/2008) mira a stabilire un contatto con questi consumatori, che si nascondono, ma sono sempre più numerosi.
Lo dicono le statistiche recenti anche in Veneto e in provincia di Treviso: le modalità e i tempi di assunzione della droga sono cambiati ed è cresciuta in maniera sensibile la quantità di persone che assumono cocaina. Nella nostra regione, le quote maggiori di soggetti che hanno consumato almeno una volta cocaina si trovano nelle province di Treviso, Padova, Venezia e Verona, in media il 6% dei maschi e il 3.5% delle femmine, distribuiti soprattutto tra i giovani di 15-24 anni e i giovani adulti di 25-34 anni (dati ricavati dall’indagine campionaria Ipsad Italia 2003-2004, effettuata dalla sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’istituto di Fisiologia Clinica del CNR).
Siamo ormai lontani dall’immagine del tossicodipendente di prima generazione, schivo, in forte disagio sociale e alienato. Il ricorso alle “nuove droghe” avviene per un bisogno di relazione e per elevare le proprie prestazioni, non di isolamento. I consumatori infatti sono persone che conducono una vita normale, non stigmatizzabili, giovani, studenti, ma anche professionisti, ben inseriti socialmente e professionalmente, che sniffano nel weekend per accentuare le proprie competenze professionali sentendosi più efficaci, più brillanti. E spesso la facilità con cui riescono a entrarne in possesso e la normalità dell’assunzione li portano a sottovalutare il rischio che corrono. “Intervenire su questo tipo di soggetti è difficile perché loro stessi non si considerano ‘a rischio’ – sottolinea Giuseppe Dal Ben, Direttore Sociale dell’Azienda Ulss 9– e gli stessi familiari o colleghi di lavoro non percepiscono il problema.uespess\Spe E’ necessario quindi pensare a modalità di approccio diverse da quelle proposte fino ad oggi dai servizi per le tossicodipendenze”.
Kriptòs (dal greco,“nascosto”) nasce proprio per intercettare ed offrire un approccio terapeutico a queste persone, attraverso forme di interazione nascoste, che offrono garanzie di anonimato, che non costringono a manifestare questa loro abitudine e non intaccano la loro immagine sociale. Un luogo virtuale di incontro è il sito www.kriptosonline.org, dove poter reperire informazioni, inviare messaggi. I diretti interessati possono anche chiamare un numero verde gratuito: 800 912 821, oppure chiedere un incontro che si terrà in una sede non riconoscibile, garantendo l’anonimato.
“Attenzione alle strisce” quindi: con questo slogan sugli autobus urbani ed extraurbani e su cartoline distribuite in migliaia di copie nel locali pubblici dei comuni dell’Uss 9, il gruppo di lavoro di Kriptòs – coordinato da Michele Gazzola - tenta di agganciare ed avvicinare questi consumatori “atipici”.
“Abbiamo informato le istituzioni e attivato una fitta rete di servizi pubblici e privati nel progetto - spiega Daniele Corbetta, direttore del Ceis di Treviso - enti, associazioni e gruppi di tutto il territorio del’Ulss 9. Educatori, psicoterapeuti, un medico ed una infermiera inoltre formeranno un gruppo tecnico di accompagnamento, che può proporre un trattamento alla persona che lo richiede per tre diverse aree di intervento: medico-sanitaria, psico-terapica e psico-educazionale”.
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Data di pubblicazione on line: 22 febbraio 2007
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