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DUE BUONE NOTIZIE
Piccoli ma significativi segnali di cambiamento arrivano dalla Calabria dove è stata sgominata una cosca dedita al traffico di droga e un immobile confiscato alla ‘ndrangheta è stato affidato al Centro Calabrese di Solidarietà.

 

Due buone notizie ho letto nei giorni scorsi sui giornali: la cosca dell’Alto Jonio sgominata, tanti beni ottenuti anche con il traffico di droga, sequestrati; e un bene della ‘ndrangheta catanzarese affidato al Centro Calabrese di Solidarietà dal Comune di Catanzaro.

Nel leggere questi articoli ho avuto la sensazione di poter respirare meglio. Una sensazione di leggerezza e di speranza. Nella mia terra martoriata da poteri occulti e da incapacità di sviluppo oggi il cielo era più azzurro, il mare più calmo ed infinito, l’erba più verde e brillante: è come se in tutta la Calabria  agisse la speranza dei suoi cittadini migliori, i tanti uomini e donne che lavorano onestamente, che faticano quotidianamente, che subiscono lo strapotere della ‘ndrangheta, del clientelismo politico, della massoneria deviata e su cui, come  se non bastasse, si abbatte il giudizio nazionale: i calabresi sono tutti mafiosi! E noi…. ci sentiamo feriti due volte….! Oggi è per me una piccola rivincita!

Ci avevano convinto che ormai non era possibile tornare indietro, che era impossibile cambiare.

Ci avevano convinto che bisognava chinare il capo di fronte a tale sistema e che ogni resistenza portava alla distruzione.

Ci avevano ridotto al silenzio e all’immobilità facendoci intendere che il male è tanto grande da essere invincibile.

Ci avevano tolto la speranza.

Ma oggi tutto questo sembra che possa non essere vero. Non solo da una parte  sono stati compiuti sessanta arresti e sequestri per miliardi di euro, ma dall’altra si è dimostrato che ciò che si ottiene con denaro sporco di sangue, di dolore e disperazione di uomini e donne può rifiorire e diventare speranza per altri. Il Centro Calabrese di Solidarietà ottiene uno di questi beni confiscati e questo è un segnale che, come dice bene il Sindaco Olivo, afferma concretamente la cultura della legalità. E’ un segnale importante dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro che si può leggere da una parte come un’azione concreta contro la criminalità e dall’altra come attenzione e vicinanza al mondo del sociale che di attenzione e vicinanza ha immenso bisogno.

Mi auguro che altre Amministrazioni Comunali seguano l’esempio della città di Catanzaro e che beni della ‘ndrangheta destinati ad arricchire ancora di più i “figli peggiori” della mia terra, possano essere utilizzati per dare speranza, asilo, casa, aiuto a strutture che lavorano per il bene di tanti. Ma…. è ancora poco!

Oggi in Calabria si pone in maniera inderogabile la necessità di affrontare il problema del lavoro perché, strano a dirsi, ma la ‘ndrangheta  è una grande agenzia di “impiego”. Occorre non solo sottrarre beni e denaro ma togliere il consenso prima di tutto a partire dal lavoro, piaga sociale che per la Calabria raggiunge punte disperanti.

E sempre sui giornali di oggi si legge che un collaboratore di giustizia percepiva  € 1.500,00 al mese per il suo sporco lavoro di massacro della dignità di cittadini onesti. € 1.500,00 di lacrime fatte versare a gente che suda  per un salario decisamente inferiore. Quanti di questi “stipendi” la ‘ndrangheta paga? E poi, forse, è giunto il momento di ridefinire con forza la necessità della gratuità della politica ridimensionando il potere e gli stipendi di gente che per tali molle è disposta a promettere favori a chi  vende la droga ai suoi stessi figli e a “vendersi” pur di mantenere un “potere” che poi stranamente è succube di poteri più grandi.

Avverto che l’aria oggi è più pulita, ma perché la mia terra torni ad essere il “giardino di Dio” occorre una magistratura coraggiosa, uno Stato al suo fianco, una politica onesta, un coraggio maggiore di tutti noi e  una profonda e condivisa riflessione sulla necessità che è meglio pagare di persona la propria scelta di onestà piuttosto che perdere dignità dando in “appalto” la propria coscienza.

Convinto che la giustizia si costruisce prima nei cuori e poi nei cervelli.

Oggi comunque, io torno a sperare….

 

 Don Mimmo Battaglia è Presidente del "Centro Calabrese di Solidarietà”

 

 

Data di pubblicazione on line: 30 luglio 2007

 

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