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Settimanale on line per educatori e operatori nel sociale
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SCENARI/ L’uomo tra globale e locale e l’identità liquida
La massiccia diffusione di cocaina è la punta dell’iceberg del forte cambiamento in atto nella nostra società che pone importanti interrogativi.

Molti studiosi delle discipline sociali, pedagogiche e anche psicologiche si stanno interessando su quali siano le caratteristiche peculiari e particolari di questa epoca. Un punto d’accordo sembra essere che la società dell’industralizzazione sia conclusa a favore di una società moderna. Per molti studiosi questo segna, da un punto di vista della formazione degl’individui, il passaggio dall’etica della Produzione (un lavoro per tutti e tutti preoccupati di costruire il benessere per la società), all’estetica del Consumo[1] ( tutti preoccupati a consumare ciò che ora viene prodotto spesso in altri luoghi, e consumarlo anche oltre al bisogno necessario).

Questa ovvia semplificazione, ancora non chiude gli approfondimenti sulla società contemporanea. Tutti noi stiamo vivendo sulla nostra pelle quanto l’utilizzo della tecnologia, la diffusione dei mezzi di comunicazione da una parte e l’aumento della flessibilità lavorativa e degli spostamenti dall’altra, sembra abbiano inferto una accelerazione ulteriore verso lo sviluppo di un nuovo tipo di società.

Il nome di questo sviluppo al momento resta ignoto e forse tra cento anni sarà trovato con maggior cognizione di causa e con maggiori elementi descrittivi, ancora non siamo in grado di leggere la complessità di questi eventi ma in modo embrionale riusciamo a vedere alcune delle modificazioni più significative di questo sviluppo.

A noi oggi serve cogliere alcuni elementi che possono esserci utili per la  nostra attività quotidiana.

Per dirla con le parole di Riccardo Gatti: «Ovunque e in qualunque momento, chiunque “consuma” qualcosa. Non c’è da stupirsi: da tempo, almeno nei Paesi occidentali, viviamo nell’era del consumismo. Tuttavia, parlando di droga e di sostanze di possibile abuso, farmaci compresi, ciò significa anche che viviamo nell’era dell’additività».

Quindi si consuma sempre e ovunque in modo “additivo” ( estetico?).

(L’additivo “è un componente chimico di varia natura che si aggiunge a materiali diversi onde conferir loro o esaltare certe proprietà” ).

 

IDENTITÀ LIQUIDA

 

Se all’epoca del consumismo (che oramai sembra modificata nell’epoca della tecnologia) aggiungiamo l’identità liquida questa unione sembra favorire un uso massiccio e differenziato di sostanze più o meno legali che si trovano sul mercato.

Ma cosa s’intende per identità liquida?

La fase iniziale del “meticciamento delle culture[2]”, che stiamo vivendo in Italia ( dovuta ai flussi migratori: più consolidati quelli interni, agli albori quelli esterni e all’incrocio di culture), la venuta a meno o la modificazione dei vincoli familiari, lavorativi, territoriali e di genere,  (che per molti anni sono stati i denominatori comuni per lo sviluppo di una identità che  forse rispecchiandosi nella tranquilla lenta evoluzione sociale e soprattutto familiare), hanno dato origine all’idea dello sviluppo flessibile e dell’apertura dei progetti individuali dove la parola d’ordine sembra essere: tutto è possibile per tutti.

Siamo nell’epoca delle possibilità, del rapido movimento, della presenza continua nel mondo del virtuale e a volte lo si pensa anche per il mondo reale.

In questo contesto, è facile affermare la cultura “del piacere ad ogni costo” ed impera la formula “Io sono ciò che ho e ciò che consumo” per cui “se non ho nulla non sono niente”.

Allora l’idea che si ha di sé, in queste condizioni sembra espandersi al punto di diventare liquida.

Liquida senza forma ma con la possibilità di diventare molte forme, ogni contenitore in cui questa identità sarà messa o si collocherà, concorrerà a farci “sentire”.

Ma ancora di più, se abbiamo bisogno di aumentare le nostre tonalità emotive, non solo il contenitore ci può aiutare a dare forma a sentimenti ed emozioni, ma anche qualsiasi additivo può essere utile per colorare o render più brillante la nostra esistenza.

Per l’esperienza che stiamo portando avanti con il progetto “ No cocaine”, ci sembra di poter dire che oggi la cocaina tra i diversi “ additivi “ esistenti, sembra essere quello che si adatta meglio a questo tipo di esigenze.

Ma come altre sostanze stupefacenti, prima o poi anche la cocaina presenta “ il conto”.

A quel punto la “promessa del tutto è possibile” s’infrange, e in molte storie individuali emergono quelle fragilità e quelle “fratture interiori” che neppure l’uso continuativo di sostanze riesce a “curare” o  a sedare.

Ancora una volta il lavoro con le persone in programma ci soccorre e ci suggerisce che è proprio in quella determinata fase di crisi, che scatta la necessità di avviare un percorso di affrancamento dalle sostanze, una ricerca che orienti i propri sforzi all’avvicinamento del “proprio centro” emotivo e di senso e non per ultimo, che favorisca il recupero di relazioni “vere”.

 

LA COCAINA

 

“La cocaina agisce globalmente sulle strutture cerebrali aumentando la quantità di neuromediatori, in particolare dopamina, ma anche serotonina e noradrenalina, nello spazio sinaptico. Aumenta, quindi, il tono e l’energia fisica e mentale, la lucidità mentale e la capacità percettiva, espandendo il potere di azione e di elaborazione del soggetto, dando la sensazione di resistere a tutti i bisogni corporei ( fatica, sonno, alimentazione) e producendo una acuta sensazione di euforia. C’è una amplificazione dell’Io e una focalizzazione sul Sé[3], che nello stesso tempo percepisce più nettamente la differenze rispetto al mondo e vuole colmare, gestendole più favorevolmente. Il soggetto si vede proiettato nel contesto di vita con forza e una padronanza straordinarie. La cocaina instaura uno stato di potere senza confini, di sicurezza e assertività vittoriosa nei confronti del mondo. Grazie all’attivazione di tutti i neuromediatori, offre al soggetto una sensazione di eccezionale potenza. Così il cocainomane raggiunge uno stato di benessere, di successo, di piacere” [4].

Ma è in questi effetti positivi che esistono anche i limiti e i pericoli dell’uso della cocaina.

Ciò che consente di raggiungere uno stato di potenza così pronunciato, ha il prezzo di ridurre o seppellire le forze e le capacità del soggetto ( inteso come Io).

 In questa ipotesi si ricorre all’utilizzo della sostanza in situazioni limitate ed ad hoc ( fatto salvo che non si instauri un abuso o una dipendenza)

Ancora può succedere che alcuni dipendenti dalla cocaina abbiano un effetto paradossale: diventano calmi rilassati tendono all’isolamento.

Questo avviene solitamente con soggetti che allo stato privo di sostanze sono tesi, impulsivi, irritabili e molto scontenti di se.

 

LA TOLLERANZA

 

La cocaina mostra una tolleranza diversificata a seconda degli effetti.

Nell’eroina, la tolleranza agli effetti psicoattivi equivale generalmente alla tolleranza agli effetti tossici, per cui il tossico dipendente può assumere dosaggi molto più alti della dose letale. Il rischio di overdose però diminuisce con l’aumento del livello dell’intossicazione cronica.

Nella dipendenza da cocaina invece , il livello di intossicazione cronica influisce sulla rapidità con cui si instaurano i sintomi della intossicazione acuta e dell’overdose. Questo è il fenomeno molto importante determinato dalla tossicità cumulativa o sensibilizzazione: quando la sostanza è somministrata ripetutamente e con alta frequenza, alcuni effetti, in particolare quelli sul comportamento, si realizzano con dosaggi minori di quelli iniziali. E’ il fenomeno contrario alla normale tolleranza: infatti è definito come tolleranza inversa.

Con la cocaina poi è molto facile trovare forme di tolleranza incrociata grazie alla combinazione con altri tipi di sostanze.

Comunque sia tutto dipende da come il soggetto reagisce all’equilibrio di compatibilità che ha costruito con la cocaina.

 

L’astinenza

 

La sindrome dell’astinenza esiste e s’identifica pressoché esclusivamente con gli effetti psichici importanti del down: depressione, disforia, ansia, stanchezza e desiderio di avere altra cocaina.

Nei consumatori moderati o occasionali, la sindrome d’astinenza appare non spiccata.

La grande differenza tra la sindrome astinenziale tra eroina e cocaina è che la prima si risolve somministrando di nuovo eroina, mentre la seconda si aggrava risomministrando cocaina..

In ogni caso, passato l’effetto della cocaina, la persona avrebbe un crash, caratterizzato soprattutto da disforia[5] depressiva di breve durata.

 

IL TIPO DI CONSUMO

 

Oggi assistiamo ad un uso di massa controllato della cocaina e solo una piccola percentuale delle persone che la utilizzano ne diventano dipendenti ( occorre dire che questo non è l’unico problema collegato all’uso della cocaina perchè come ben riportano le cronache quotidiane dei giornali, spesso la cocaina si lega ad eccessi di velocità, incidentistica stradale, aumento della violenza sociale).

L’uso della cocaina è estremamente personalizzato e cangiante.

Sembra che le persone ( fatto salvo chi ne rimane dipendente), riescono a stabilire un rapporto dinamico e fluttuante con la sostanza.

La cocaina si presta ad un abuso ciclico: un binge di 2-3 giorni alternati a periodi di astinenza.

Il limite dell’abuso ciclico può essere collegato alla tolleranza cumulativa: le ultime assunzioni non producono euforia ma disforia fino al punto in cui il soggetto non è più interessato ad assumere la sostanza.

 

LA SINTESI

 

È possibile pensare che il rapporto con la cocaina sia più variabile nel tempo  e più controllabile che il rapporto con l’eroina.

I rischi a confronto tra eroina e cocaina.

·            L’overdose sembra uguale

·            La tossicodipendenza sembra maggiore nell’eroina iniettata, minore nella cocaina sniffata, ma uguale alla cocaina iniettata.

·            I disturbi mentali sono al massimo nell’uso di cocaina

·            L’intossicazione cronica è alta nella cocaina anche e si sviluppa una dipendenza in modo inferiore.

 

LE EVIDENZE DEI TRATTAMENTI IN USO

 

Nel periodo 2003/2006 nel mondo sono stati effettuati 39 studi ( secondo i criteri della Topic list del gruppo Chocrane drugs and alcohol group) su differenti tipi di trattamento dei cocainismi. Dai farmaci tradizionali ai nuovi farmaci; ai trattamenti degl’alcolisti anonimi alla terapia cognitivo comportamentale, dal salario per le persone in trattamento ai buoni per gli acquisti premio.

In Italia con lo stesso sistema di valutazione ad oggi sono stati indagati 4 tipi di trattamento:

·            Carbamazepina[6] per la dipendenza da cocaina.

·            Antidepressivi per la dipendenza da cocaina.

·            Agonisti della dopamina per la dipendenza da cocaina.

·            Agopuntura auricolare per la dipendenza da cocaina.

Le conclusioni di tutti questi studi lasciano aperte molte prospettive per il futuro, ancora ad oggi non si è trovato un intervento d’eccellenza, sembra che i trattamenti combinati siano la soluzione più soddisfacente.

La terapia cognitivo comportamentale e il lavoro degli alcolisti anonimi, sembrano avere le evidenze di maggior successo.

 

LE PREVISIONI DI CONSUMO PER I PROSSIMI TRE ANNI

 

Per affrontare questo tema ci facciamo aiutare dalle previsioni elaborate da Prevo.lab[7] (traduzione teorico-operativa di un Osservatorio Previsionale dell’azienda sanitaria di Milano di cui è direttore il Dott. Riccardo Gatti) che grazie ad uno studio delle tendenze di consumo e di altre variabili che di seguito sono illustrate, sono in grado di ipotizzare gli scenari evolutivi del fenomeno relativo alla diffusione di sostanze illegali nella popolazione nazionale e regionale.

Queste previsioni dovrebbero permettere ai servizi una tempestiva programmazione delle azioni di contrasto con particolare riferimento ai settori dell’intervento socio-sanitario.

L’impianto metodologico di prevo.lab è così strutturato: la ricerca suddivisa in 5 aree( reperimento e raccolta dati, quadro storico, interviste a testimoni privilegiati, ricerche sul mercato, analisi notizie e comunicazione).condotta dai ricercatori, che hanno il compito di reperire il maggior numero possibile delle informazioni oggetto dello studio e di sottoporle al processo seguente di elaborazione;

·            l’elaborazione e l’applicazione di specifici strumenti di indagine;

·            Il confronto ricercatori-analisti, quale occasione di individuazione di nuovi input per la ricerca;

·            l’analisi, attraverso cui le informazioni e i dati raccolti, sono studiati ed elaborati dagli analisti, individuati fra gli esperti di spiccata competenza nei settori della ricerca, dell’economia, dell’organizzazione, del marketing, dell’analisi dei dati e della costruzione di modelli matematici, del contrasto al narcotraffico, dell’organizzazione dei servizi socio-sanitari e dell’analisi dei sistemi complessi;

·            Il laboratorio previsionale semestrale in cui è formulata o riformulata la previsione, alla luce degli elementi raccolti, attraverso le altri fasi di ricerca e studio.

 

Il risultato della prima previsione sulla Cocaina dice che possiamo attenderci una tendenza di incremento uso fra il 20% e il 30% (questa previsione è stata confermata dal bollettino intermedio 2007 del 26-27 Maggio 2007)

 

MODALITA’ DI COMMERCIALIZZAZIONE

 

·            Poli distribuzione: stesso distributore mercato contiguo della cannabis; poli distribuzione e     poli consumo stanno divenendo la regola.

·            Prezzo: sul mercato vi sono microdosi da 20mg di cocaina suddivisa in sei strisce, questo può far prevedere un abbassamento del prezzo crescita del consumo.

·            Mass market:  sviluppo di mercato che segue le regole dei prodotti di massa, fruibile da molti.

·            Marketing diffusione: merchandising (cannule, schede da taglio, annusatori).

    (I prezzi in Provincia di Reggio sembrano variare dai 60 ai 100 euro per cocaina di qualità)

 

CONCENTRAZIONE DEL PRINCIPIO ATTIVO

 

Tendenza al ribasso, ipotizzabili due mercati paralleli:

il primo soft per consumatori iniziali,

l’altro hard per consumatori storici.

 

ACCETTABILITA’ SOCIALE  (AVVIO NORMALIZZAZIONE DEL CONSUMO)

 

Uso normale della sostanza, facilità di inglobamento della cocaina nella vita normale

con basso contrasto sociale, fenomeno sdoganato dal punto di vista di pericolosità  socio-culturale.

 

INTERROGATIVI AI LETTORI

 

Allora se così fosse dobbiamo farci alcune domande:

ma l’uso massiccio di sostanze è solo una questione tecnica?

È  legata solo alla sofferenza dell’uomo?

Ma come l’identità, anche il processo di dipendenza è flessibile?

Come si può fare per riscoprire tonalità emotive vere e non surrogate?

Che valore ha oggi l’idea di progetto di Vita?

Se il nostro futuro oggi è nel presente, quale approccio educativo vogliamo utilizzare per riscoprire e l’idea del futuro?

 

(potete inviare le vostre risposte per e-mail a: redazione@progettouomo.net)

 

Roberto Casotti, Mario Cipressi, Maria Pia De Stefani e Angela Zelioli sono operatori del CeIS di Reggio Emilia

 

 

Data di pubblicazione on line: 13 ottobre 2007

 

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[1] Bauman Z.: Dentro la globalizzazione: la conseguenze sulle persone, Laterza

[2] Educazione e modernità. Sergio Tramma ed. Carocci.

[3] La coscienza di Sé permette di distinguere l’Io dagl’Altri

[4] La doppia diagnosi di Paolo Rigliano. Da questo testo ho tratto in modo ampio fino al punto Sintesi.

[5] Si usa in psichiatria per indicare un'alterazione dell'umore in senso depressivo, agitazione, irritabilità.

[6] La carbamazepina è un farmaco di scelta per le crisi parziali semplici o complesse e per le crisi tonico-cloniche secondarie a scarica focale. Ha un indice terapeutico più ampio rispetto alla fenitoina e il rapporto fra dose e concentrazione plasmatica è lineare, ma il controllo delle concentrazioni plasmatiche può essere utile per determinare la posologia ottimale.

[7] I dati di Prevo.lab sono consultabili sul sito www.droga.net

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