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GIUSTIZIA/ Reinserimento sociale e prevenzione della recidiva
Presentato al Salone della Giustizia di Rimini il Rapporto educativo delle Comunità terapeutiche nel percorso penale dei tossicodipendenti.

 

è trascorsa qualche settimana dallo svolgimento del “Salone della Giustizia” di Rimini, ma sono ancora vivi gli echi di una kermesse che ha inteso presentare fieristicamente i più importanti aspetti della nostra Giustizia nella cornice, piuttosto piovosa, della riviera romagnola, lontana dai divertimenti estivi, forse più vicina a Federico Fellini.

La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche è stata invitata a prendere parte a questa manifestazione che, nel celebrarla, ha voluto mettere al centro una riflessione sulla Giustizia.

La Fiera è stata divisa in quattro momenti: la legge, il processo, la pena, la sicurezza.

Il ruolo dell’intervento terapeutico, in realtà, avrebbe potuto collocarsi in ognuno di questi momenti.

L’aspetto culturale della normativa in materia di tossicodipendenze è da sempre un baluardo della Federazione: abbiamo sempre cercato di interagire con il legislatore, indipendentemente dalla posizione politica assunta, per trovare le riposte più idonee al recupero dal disagio e dall’emarginazione.

La Federazione ha sempre sollecitato un ruolo educativo forte nella fase dell’accertamento della responsabilità penale del tossicodipendente garantendo una collocazione all’interno delle proprie strutture a quei giovani in attesa di giudizio e utilizzando le misure cautelari più adeguate all’intervento che si intende realizzare ed alla personalità del tossicodipendente.

Ed infine, le nostre Comunità Terapeutiche hanno rappresentato il contesto più idoneo all’interno del quale eseguire una condanna alla pena detentiva attraverso le misure alternative che il legislatore ha appositamente predisposto per i tossicodipendenti condannati.

Ecco perché il Dipartimento per l’Esecuzione Penale esterna ha deciso di ospitare all’interno del proprio stand “il nostro privato sociale”, per condividere un’idea comune sulla modalità di eseguire la pena, in ottemperanza a due concezioni assolutamente compatibili: il reinserimento sociale e la prevenzione alla recidiva.

Da sempre le nostre strutture hanno collaborato in modo ottimale con i locali Uffici Locali dell’esecuzione penale esterna per raggiungere questo obiettivo e la condivisione dello spazio messo a disposizione della manifestazione rappresenta la naturale conseguenza di anni di interazione e coinvolgimento nel recupero.

Insieme in un contesto importante per sottolineare come il pubblico istituzionale e il privato sociale siano “altamente integrabili”.

Noi della Federazione abbiamo voluto esprimere quanto sopra facendo conoscere sia la nostra posizione sugli aspetti normativi vigenti sottolineando aggiustamenti che riteniamo opportuni in tema di esecuzione penale, sia la diffusione dei nostri Centri sul territorio nazionale con la relativa offerta dei servizi.

Pur non potendo contare su un “sovraffollamento” la manifestazione ha rappresentato la prima occasione importante per parlare di giustizia.

 

Marco Cafiero è un avvocato, Specializzato in criminologia clinica, Referente della Rete tematica carcere e percorsi giudiziari, Consulente Centro solidarietà Genova.

 

Data di pubblicazione on line: 8 gennaio 2010

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