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SERVIZIO CIVILE / Diffusi i dati dell’11° Rapporto CNESC
Le domande di volontariato aumentano ma prosegue il trend calante dei posti assegnati.

 

L’undicesimo rapporto della Conferenza degli Enti per il Servizio Civile si articola in due parti e si arricchisce di nuovi contenuti.

La prima parte propone il tradizionale quadro generale sulle attività di servizio civile svolte dagli enti CNESC, cui si aggiungono, quest’anno:

1) l’analisi delle informazioni riferite alle ispezioni avvenute presso le sedi degli enti a cura dell’UNSC;

2) una prima analisi di carattere qualitativo sulla mobilitazione degli enti della CNESC, in occasione dell’emergenza Abruzzo.

Nella seconda parte del rapporto sono descritte le specificità di ciascun ente della Conferenza.

 

I NUMERI DEL SERVIZIO CIVILE

I dati analizzati nel rapporto fanno riferimento ai bandi ordinari 2005 (maggio), 2006 (maggio e settembre), 2007 (giugno e settembre) e 2008 (giugno). Particolare attenzione è dedicata alle informazioni relative ai bandi ordinari 2007, che hanno visto l’impiego dei volontari coinvolti nei vari progetti manifestarsi in misura prevalente nel corso del 2008.

L’analisi dell’attività di progettazione degli enti della CNESC ha evidenziato il crescente impegno delle organizzazioni nell’attività di elaborazione e presentazione di progetti all’Ufficio Nazionale: 705 in occasione del bando ordinario 2005, 1.532 con riferimento ai bandi ordinari 2006, 2.065 nel 2007, 1.837 in occasione dell’unico bando ordinario 2008.

A fronte del potenziamento dell’attività progettuale e pur aumentando, con l’unica eccezione del 2008, il numero di progetti approvati e finanziati dall’UNSC e avviati dagli enti, la loro incidenza sul totale dei progetti presentati è, invece, progressivamente diminuita passando dal 94,6% del bando ordinario 2005 (667 progetti avviati), al 67,6% riferito ai bandi ordinari 2006 (1.035 progetti) sino al 55,5% e 42,2% rispettivamente registrati con riguardo ai bandi ordinari 2007 e 2008 (1.147 e 775 progetti). I progetti avviati, nella quasi totalità dei casi, sono, infine, portati a compimento e completamente realizzati.

 

IL RUOLO DELLA CNESC

Cresce il ruolo ricoperto dalla Conferenza nel panorama del servizio civile. A livello nazionale il numero di progetti realizzati nell’arco temporale 2005-2008 è pari a 3.101 (bando ordinario 2005), 3.701 (bandi ordinari 2006) 3.597 (bandi ordinari 2007) 2.447 (bando ordinario 2008); la quota di progetti CNESC passa rispettivamente dal 21,3% al 27,9% al 31,7% e si consolida al 31,3% nel 2008, nonostante in tale anno il volume di attività di servizio civile, sia a livello nazionale che nell’ambito della conferenza, registri una significativa contrazione.

Il numero di domande presentate dai giovani aspiranti volontari a livello nazionale cresce nel corso del 2005-2006 per poi registrare una progressiva inflessione nel biennio 2007-2008, diminuzione circoscritta al solo bando 2008 nell’ambito della Conferenza. Ciononostante la quota di domande prestante agli enti CNESC incide in misura sempre crescente sul totale delle domande presentate a livello nazionale: 17% in occasione del bando 2005, 24,2% e 24,9% rispettivamente per i bandi ordinari 2006 e 2007, 28,5% in occasione del bando ordinario 2008.

Evidenziando una dinamica analoga, la quota di volontari CNESC che hanno effettivamente operato a seguito degli stessi bandi è passata dal 20,4% (circa 7.000 giovani su oltre 34.000) del bando ordinario 2005, al 24,6% dei bandi ordinari 2006 (10.723 giovani su oltre 43.600), al 30,4% di bandi ordinari 2007 (circa 13.000 su oltre 42.700) sino a raggiungere una quota pari al 32,8% in occasione del bando ordinario 2008 (circa 9.800 giovani su oltre 29.900) .

 

I VOLONTARI

Volgendo lo sguardo al processo di selezione dei volontari presso gli enti della CNESC, pur essendo ancora nettamente prevalente la quota di candidate femmine allo svolgimento del servizio civile, l’incidenza delle domande da esse presentate nel tempo tende a decrescere a favore della componente maschile, che passa dal 26,5% del 2005 al 31,3% del 2007 per raggiungere quota 35, 3% in occasione dell’unico bando del 2008.

L’attrattività dello svolgimento delle attività di servizio civile da parte dei giovani è considerevole, se si considera che il rapporto tra domande presentate e giovani selezionati, seppur in flessione nel tempo, è sempre ampiamente superiore al 100% (165% in occasione dei bandi ordinari 2007). Al diminuire delle domande presentate cresce invece il tasso di selezione dei giovani (rapporto tra giovani idonei e selezionati e domande presentate) passato dal 42% registrato con riferimento al bando ordinario 2005 al 53% circa registrato in occasione dei bandi ordinari 2007 e 2008.

Il tasso di rinuncia e di sostituzione, riferiti rispettivamente, all’incidenza di chi pur selezionato e idoneo allo svolgimento del servizio non ha nemmeno incominciato l’esperienza sul totale dei selezionati, e di chi invece ha avuto la possibilità seppur non selezionato in prima istanza di subentrare e coprire il posto vacante a fronte delle intervenute rinunce e interruzioni entro il terzo mese, evidenziano valori pari al 9% circa il primo e al 40% il secondo (bandi ordinari 2007). In lieve crescita rispetto agli anni precedenti è, per i bandi 2007, il tasso di abbandono registrato (interruzioni entro e dopo il terzo mese sul totale dei volontari avviati al servizio), pari al 12,3% a fronte del 11,7% del 2005.

All’aumentare dei giovani in servizio in occasione dei bandi ordinari di giugno e settembre 2007, 13.014 volontari, cresce l’ammontare delle ore di servizio da essi prestate assumendo dimensioni, sempre più rilevanti. Ciascun volontario ha prestato in media circa 1.300 ore di servizio, per un totale complessivo di oltre 17 milioni di ore. La cui valorizzazione in termini economici si può stimare in circa 171 milioni di euro.

A fronte di 542 verifiche complessivamente realizzate dall’UNSC nel 2008, di cui 518 presso enti privati, il numero di ispezioni presso gli enti della CNESC sono state 310. Il numero di verifiche chiuse positivamente è stato pari a 304, di cui 193 in prima istanza, 7 a seguito di contestazione e 4 con semplice richiamo.

 

L’INVESTIMENTO

La corretta realizzazione delle attività di servizio civile nel corso del 2008 è stata resa possibile grazie al contributo di 11.435 risorse umane, di cui 6.276 occupate all’interno degli enti per oltre 2 milioni di ore, le rimanenti presso le sedi di attuazione dei progetti esterne all’ente accreditato. Con riferimento alle 6.276 risorse interne, impegnate nello svolgimento delle diverse funzioni afferenti la macchina del servizio civile (coordinamento, rappresentanza, selezione e formazione dei volontari, ecc), la maggior parte ha contribuito a titolo gratuito in qualità di volontario per lo più sistematico (3.264 persone per oltre 1 milione di ore) ed in minor misura saltuario (814 impiegate circa 70 mila ore). Le risorse retribuite sono state 1.756 (per un monte ore stimato in oltre 1 milione 300 mila ore), circa 440 le risorse distaccate da altri enti e da essi retribuite.

L’investimento complessivo in termini di risorse economiche sostenuto dagli enti della CNESC nel servizio civile, comprensivo dei costi sostenuti per il personale (retribuzioni ed eventuali rimborsi spese) e di altri costi (di promozione, per iniziative specifiche, spese generali, ecc), si può stimare in oltre 20 milioni di euro, pari mediamente a 1 milione 900 mila euro per ente e a circa 1.900 euro, in media, per volontario, per lo più riconducibili al costo del personale.

 

Mobilitazione del SCN a fronte dell’emergenza Abruzzo

 

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

A ridosso del terremoto dell’Aquila, il 6 aprile 2009, l’UNSC invita gli enti di servizio civile a non intraprendere attività di solidarietà che comportino lo spostamento di volontari nell’area colpita “… al fine di non intralciare le operazioni di soccorso da parte della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle Forze di Polizia e delle altre Istituzioni impegnate sul campo”.

Dopo un primo stop ai trasferimenti di volontari verso l’Abruzzo, l’UNSC e la Protezione Civile richiedono la collaborazione solo di alcuni enti di Servizio Civile quali Anpas, la Confederazione Nazionale delle Misericordie, Arci Servizio Civile (ASC), Croce Rossa Italiana (CRI). A seguire la circolare del 5 maggio 2009 autorizza altri enti di Servizio Civile Nazionale, oltre a quelli già richiamati, ad impiegare volontari per gestire le attività di soccorso (UNITALSI, Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Avis, Caritas Italiana).

 

IL BANDO SPECIALE

Lo sviluppo di attività e di specifici progetti nati dalla rilevazione diretta dei problemi dei cittadini di L’Aquila e provincia, avvenuta in occasione dei trasferimenti di volontari seguiti alle disposizioni di cui sopra, è stata una delle principali ragioni che ha condotto il Dipartimento della Protezione Civile a chiedere agli enti di servizio civile coinvolti di scrivere un progetto in modo da poter costruire un macro-contenitore per i singoli progetti di servizio civile organizzati a L’Aquila. A seguito della costruzione del progetto viene pubblicato il Bando Speciale (Gazzetta Ufficiale n. 65 - 4° serie speciale del 25 agosto 2009) che apre alla selezione di 154 volontari da impiegare in 2 distinti progetti: “Uniti per l’Abruzzo” (104 volontari) di cui è capofila la provincia di Pescara e “Il servizio civile nazionale per l’Abruzzo” (50 volontari) di cui capofila è il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che vede il coinvolgimento di 12 enti della CNESC (più Vides insieme a Federazione Scs - Cnos). La partecipazione alla selezione è destinata a “… progetti di servizio civile nazionale da realizzarsi nei Comuni della regione Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009, [… ], di cui il 50% riservato ai giovani residenti alla data del sisma nei Comuni […], ovvero iscritti all’Università degli Studi dell’Aquila”.

Alcuni elementi di attenzione si sono posti fin da subito. Un primo aspetto è legato alla necessità di preservare la titolarità dei singoli progetti e quindi anche di riconoscere e far riconoscere che la gestione delle attività è in capo ai singoli enti, trattandosi di un progetto di Servizio Civile Nazionale con il coordinamento del Dipartimento di Protezione Civile (non viceversa). Questa incomprensione potrebbe aver generato aspettative improprie da parte di chi ha partecipato al bando, in particolare per i progetti di area A, servizi assistenziali e promozione culturali, le cui attività solo in alcuni piani di intervento prevedono un contatto diretto e continuativo con i cittadini dell’Aquila.

Tra gli aspetti più positivi finora registrati emerge l’attenzione e l’impegno mostrato dalle istituzioni e da tutti gli enti di servizio civile coinvolti: questo interesse mostra la possibilità di costruire un modello di intervento diverso per il coinvolgimento del servizio civile nazionale nelle emergenze e per una eventuale partnership tra enti ed istituzioni pubbliche ed enti non profit per la gestione di progettualità speciali.

I volontari sono il cuore dei progetti di servizio civile. In questo caso specifico a maggior ragione, in quanto sono, in prevalenza, contemporaneamente operatori volontari e destinatari degli interventi: un vantaggio che fa sentire ancora di più la vicinanza e aumenta la volontà e il desiderio di raggiungere gli obiettivi di progetto, avvicinandoli alle azioni sul campo. Un punto di attenzione maggiore da avere nei confronti di persone che portano con sé una sofferenza ancora molto presente.

 

Clicca qui per scaricare la versione integrale del Rapporto

 

Data di pubblicazione on line: 15 gennaio 2010

 

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