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IMMIGRATI/ “Noi non siamo animali”
Comunicato stampa della Commissione di Giustizia, Pace e Integrità del Creato degli Istituti Missionari e di altre comunità inserite tra gli immigrati in seguito ai fatti di Rosarno.

Noi missionari e missionarie italiani vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla sofferenza  dei migranti africani, che da anni vengono impiegati nei campi della Piana di Gioia Tauro, in stato di schiavitù, per la raccolta delle arance.

Il 7 gennaio, intorno alle 14,30, in Contrada Spartimento, un giovane africano è stato ferito da un fucile ad aria compressa. Intorno alle 17,30 ,altri due africani , nei pressi della Rognetta, sono stati raggiunti dai colpi di una arma simile.

A seguito di questa aggressione, sono iniziate le proteste degli immigrati. Dapprima con copertoni bruciati e piccole barricate fatte usando i cassonetti, fino alla vera e propria rivolta nella serata di giovedì, quando gli africani hanno bloccato la via nazionale e sfogato la loro rabbia, a lungo repressa, su automobili, vetrine di negozi e passanti. Una vera e propria guerriglia urbana.

Da qui la reazione dei cittadini di Rosario (su 15.000 abitanti, 4.000 sono migranti) che hanno reagito con altrettanta brutalità alla violenza degli immigrati. Ne sta seguendo una vera e propria caccia al nero!

Il ministro degli Interni Maroni, ha dichiarato che “i disordini di Rosarno sono il frutto di troppa tolleranza nei confronti dei clandestini”.

Come missionari, questa affermazione ci indigna. Riteniamo, infatti, che la situazione di sfruttamento e di degrado civile e umano dei migranti a Rosarno, sia la prima causa di tale violenza. E’ tolleranza sfruttare i migranti clandestini nel loro lavoro stagionale? E’ tolleranza accettare che i clandestini vivano in condizioni di assoluto  degrado igienico ed ambientale ? Qualcuno si è mai preoccupato di allestire alloggi decenti per i lavoratori stagionali? La violenza è di chi li costringe a vivere nei ghetti, di chi li sfrutta nei campi, di chi li tratta come animali. Uno degli slogan degli immigrati era: ”Noi non siamo animali”. In questo modo, essi urlano la loro dignità, il loro essere figli di Dio. Ci stanno dicendo che la loro oppressione è un peccato che urla contro il cielo.

La logica del profitto ancora una volta ha vinto. Ciò che noi missionari non possiamo accettare è di considerare merce da sfruttare i migranti clandestini. Non si può giocare con la disperazione delle persone disposte a tutto pur di poter guadagnare qualcosa.

I fatti di Rosarno rivelano ciò che da tempo è evidente: non si può risolvere li fenomeno migratorio con la paura e la repressione.

Noi missionari riteniamo fondamentale perseguire la ricerca di soluzioni positive, non dettate dalla paura, ma dalla volontà di riconoscere gli immigrati clandestini come persone, rispettate nella loro dignità, che possono contribuire alla crescita del paese e della società.

 

Commissione di GPIC della CIMI

Missionari Comboniani Castelvolturno (Caserta)

Missionari Comboniani Rione Sanità (NA)

 

Per adesioni scrivere a:

fernando.zolli@gmail.com

tonibona@libero.it

alex.zanotelli@libero.it

 

Data di pubblicazione on line: 15 gennaio 2010

 

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