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DIPENDENZE/ Progetto Skipper del Ceis di Pistoia un sicuro punto di riferimento
Il Progetto ha concluso i suoi tre anni di sperimentazione dopo aver coinvolto per la formazione vari strati della popolazione provinciale.

Il progetto “Skipper”, finanziato dalla Regione Toscana, realizzato dal CeIS di Pistoia in collaborazione con il Centro Alcologico Regionale e con l’Alto Patrocinio del Ministero della Salute, ha nei tre anni di sperimentazione fornito sostegno costante e un sicuro punto di riferimento territoriale perché la comunità locale si potesse sentire incoraggiata ad intraprendere iniziative volte alla sicurezza e alla promozione della salute in campo alcologico.

Il programma si è sviluppato lungo le linee dell’approccio di Comunità in ambito alcologico.

Ha rivolto la sua attenzione esclusivamente al territorio della Provincia di Pistoia, raccogliendo, analizzando e misurandosi con le diverse situazioni antropo-culturali, le provenienze, le abitudini assuntive delle popolazioni, gli stili di vita inerenti la salute e seguendo la formazione in campo alcologico ai vari livelli d’intervento.

Per poter coordinare e potenziare la rete dei servizi pubblico-privati, sviluppando le competenze e le capacità di offrire risposte qualificate ed affrontare così il problema “alcol” in modo integrato, si è tenuta una attenzione omogenea sul territorio provinciale ed in sintonia con la concertazione regionale nazionale ed europea in materia di alcol.

A tal fine è stata ricercata una uniformità di contenuti finalizzati ai processi di promozione della salute, conformi agli indirizzi della letteratura e delle buone pratiche, supportate da processi di valutazione basati sull’evidenza scientifica, dagli indirizzi legislativi emergenti, dalle politiche espresse ai diversi livelli istituzionali.

Perciò è stata utilizzata una adeguata informazione agli utenti con particolare attenzione al medico di medicina generale, all’assistente sociale, al massaggiatore sportivo, come  all’infermiere territoriale così per l’insegnante, il poliziotto, il parroco o il responsabile del personale aziendale, il carabiniere, il farmacista, il vigile urbano, o l’assistente di un cantiere edile per quanto riguarda la società civile, militare, religiosa.

Le principali azioni all’inizio hanno riguardato la conoscenza del consumo di alcol e gli stili di vita della popolazione in generale, solo successivamente si è passati ad incontrare le Figure Chiave dei target individuati, per meglio comprendere quali fossero i destinatari della formazione; infine, nella valorizzazione dell’esistente e con particolare attenzione ai bisogni formativi degli interlocutori, è stata effettuata la formazione ai gruppi di riferimento.

Per implementare la formazione, l’obiettivo è stato quello di eseguire interventi che avessero un riscontro oggettivo sulle varie coorti individuate nella società puntando nell’azione formativa preventiva su cinque principali filoni:

- epidemiologia

- consumo di alcol come stile di vita

- patologie alcol correlate.

- sicurezza nelle strade

- sicurezza sui luoghi di lavoro 

 

Il primo passo fondamentale intrapreso in ambito preventivo è stato quello di utilizzare una sana e corretta informazione-formazione che andasse non tanto a stabilire i confini di permissività, ma consegnasse  agli interessati gli strumenti conoscitivi per poter effettuare delle scelte consapevoli rispetto al loro  consumo di bevande alcoliche.

Essendo l’alcol una sostanza disponibile a tutti, che gode di un alto consenso sociale e che coinvolge non solo lo specifico target di persone con diagnosi di dipendenza da alcol, bensì l’intera popolazione generale, occorre ripensare la sporadicità degli interventi, ma proseguire ed implementare la prevenzione primaria per l’intera comunità.

L’intervento sui vari settori individuati ha visto una larghissima partecipazione di discenti che si sono presentati alla formazione:

 

·            Scuola e sport centinaia e centinaia di giovani

·            Questura oltre duecento

·            Farmacisti circa cento

·            Carabinieri circa cinquanta

·            Gli altri nella forbice dieci, quaranta

 

Il feedback riscontrato durante e a seguito della formazione è risultato molto positivo, ciò si evince anche dai dati dei post test distribuiti dopo l’intervento formativo, che ottengono mediamente il 75% delle risposte esatte rispetto ai pre-test somministrati all’inizio e in alcuni casi il dato e del 100%.

Altrettanto positivi si sono dimostrati tutti i follow up effettuati, secondo gli interventi e i target di riferimento, a distanza variabile dopo tre, sei, nove mesi dal termine della formazione.

Tutto questo ha richiesto un grosso sforzo e una capacità continua di dialogo tra i vari soggetti coinvolti nel progetto.

Il passo successivo e altrettanto impegnativo sarà quello della realizzazione delle azioni che le singole realtà formate avevano deciso di intraprendere, ognuna nel proprio ambito.

 

Giuseppe Balli è il Coordinatore Progetto Skipper.

 

 

Data di pubblicazione on line: 22 gennaio 2010

 

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