Il Cardinale Bagnasco inaugura la nuova comunità del Centro di Solidarietà di Genova ricordando Bianca Costa.
Sabato 20 febbraio, S.E. il Cardinale Angelo Bagnasco ha benedetto l’apertura della Comunità Terapeutica per minori “La finestra sul porto”, destinata ad accogliere quindici ragazzi tra fra i 14 e i 18 anni con disturbi psicopatologici e problematiche socio-familiari. Questo servizio è il frutto della convenzione stipulata da ASL3 Genovese e Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo ONLUS. I disturbi psicopatologici dell’età evolutiva, specie nell’area 14- 18 anni, rappresentano un’area clinica di sempre maggior rilevanza e interesse sociale. Questa comunità ha un ruolo particolare nella realtà ligure, dove sono poche le strutture residenziali terapeutiche che accolgono adolescenti e nessuna nel contesto genovese. Fino ad oggi, infatti, si è stati costretti a inserire spesso i ragazzi fuori regione con la creazione di fratture con il tessuto sociale dei ragazzi: scuola, amici, famiglia. “La finestra sul Porto” si propone di:
Ø accogliere i minori con disturbi psicopatologici tali da richiedere il temporaneo distacco dall’ambito familiare e sociale di provenienza.
Ø formulare ed attuare un progetto terapeutico riabilitativo individualizzato sul minore.
Ø sviluppare un modello di lavoro in rete che sia di supporto e di integrazione con i servizi territoriali che hanno proposto l’inserimento del minore.
La richiesta di ammissione alla Comunità “La finestra sul porto” avviene da parte dei servizi che hanno in carico la persona: la Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, che gestisce la lista d’attesa, o il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze. Durante il percorso comunitario si attuerà un monitoraggio costante dell’andamento del minore attraverso scambio di informazioni fra i membri dell’equipe e momenti di riflessione sul caso; si effettueranno periodiche valutazioni sullo stato del programma terapeutico-riabilitativo e si manterrà uno stretto contatto con i servizi territoriali coinvolti nella gestione del caso attraverso una periodica trasmissione di informazioni ed un calendario di incontri di verifica. Le dimissioni saranno concordate con gli operatori responsabili dell’invio del minore in comunità per permettere l'attivazione di un progetto alternativo per il minore.
La cerimonia si è svolta alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni locali e di molti amici e sostenitori del Centro di Solidarietà.
Salutando gli intervenuti il Presidente del Centro di Solidarietà, Enrico Costa, ha spiegato come la data non sia stata scelta a caso: il 21 febbraio ricorre il giorno della nascita della fondatrice del Centro- Bianca Costa- e in data 21 Dicembre 2009 con Decreto Dirigenza N. 3788 del Registro Atti Affari Giunta (Regione Liguria), sono state approvate le seguenti modifiche Statutarie relative alla Fondazione Centro di Solidarietà Onlus:
1. Modificazione della denominazione della Fondazione da “Fondazione Centro di Solidarietà Onlus” a “Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus” o in forma abbreviata “Fondazione Centro di Solidarietà Onlus” o “Fondazione Bianca Costa Bozzo Onlus” o “Fondazione Bianca Costa Onlus”.
2. Introduzione della carica di Presidente Onorario con attribuzione della carica a Federico Costa.
L’apertura di questo nuovo servizio, fortemente voluto da Bianca Costa Bozzo, è un ideale regalo di compleanno nella scia di quelli che sono stati i suoi insegnamenti: attenzione ai bisogni del territorio, elasticità nel servizio, professionalità dello stesso e capacità di collaborare con altri per raggiungere l’obiettivo.
Il Direttore Generale della ASL3, Renata Canini, ha illustrato come la redazione e la realizzazione del progetto siano state curate congiuntamente dalla Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, diretta dalla dottoressa Angela Grondona, e dal Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, diretto dal dott. Luigi Ferrannini. Ha ricordato, inoltre, che in una prima fase l’Azienda Sanitaria Locale fornirà alla Comunità Terapeutica un supporto tecnico-professionale. Questo aspetto molto innovativo è nato dalla necessità di condivisione dell’approccio clinico e metodologico ed ha lo scopo di assicurare l’ integrazione operativa e la continuità terapeutica nell’assistenza ai ragazzi che saranno inseriti. E’ stata poi la volta di Ezio Lazzari, responsabile della comunità, il quale ha dichiarato la sua soddisfazione per la conclusione di questo percorso che vedrà i primi ingressi dal prossimo 1 marzo. Ermanno Pasero, rappresentante del Comune di Genova, ha ricordato la costruttiva collaborazione in atto da molti anni, tra Comune e Centro di Solidarietà, sui progetti Odissea, Tangram e Samarcanda. Inoltre ha apprezzato la grande capacità di innovazione del Centro, ricordando che, insieme a San Benedetto, è la Comunità con più anzianità di servizio ma è sempre all’avanguardia per i servizi resi. A questo concetto si è allacciato l’assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo, ricordando che questa apertura è una “promessa mantenuta”, un lavoro iniziato parecchio tempo fa e che va nell’ottica di una maggiore territorialità di servizi che, una volta, erano appannaggio esclusivo di strutture sanitarie.
Durante il suo saluto il Presidente della Regione, Claudio Burlando, ha detto che l’attuale giunta ha voluto puntare sui servizi di prossimità, come la finestra sul porto, malgrado la riduzione dei fondi erogati dal governo; scelta dettata dal fatto di voler offrire alle persone che soffrono un maggior legame con il territorio senza ridurre la qualità dell’intervento erogato. Alla cerimonia era presente anche Tony Gelormino il vice presidente della Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche, ha annunciato che il prossimo convegno mondiale delle Comunità si terrà ad ottobre proprio qui a Genova, città scelta perché ancora a misura di uomo e dove- come dimostra l’odierna inaugurazione- la collaborazione tra pubblico e privato produce risultati notevoli.
Gli interventi sono stati conclusi dal Cardinale Angelo Bagnasco che ha espresso la sua felicità per il fatto che i locali in cui si trova la nuova comunità siano legati alla Curia, attraverso la Fondazione Brignole Sale Negroni, e ci sia quindi una continuità, destinandoli ai più bisognosi, con la Missione della Chiesa. Il secondo punto su cui si è soffermato è stato il ricordo personale di Bianca Costa, della sue scelte “imprenditoriali”sostenute da una profonda fede religiosa di cui questa ultima realizzazione è un esempio tangibile, usando parole di Benedetto XVI, ha detto che Bianca “ci sorride dal cielo” contenta di questo nuovo traguardo.
Data di pubblicazione on line: 1 marzo 2010
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