Lettera aperta del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia ai candidati alle elezioni regionali.
Egregio signor candidato,
ci rivolgiamo a Lei in quanto nell’ordinamento istituzionale del nostro Paese le responsabilità della Regione nei confronti dei cittadini, delle famiglie e delle Comunità Locali sono rilevanti.
Diamo atto che il sistema regionale integrato dei servizi pubblici e del privato sociale per le tossicodipendenze in Emilia Romagna ha raggiunto un notevole sviluppo e una buona efficacia: difficilmente, la persona che si rivolge ai servizi non trova una risposta alle sue richieste. La collaborazione tra operatori è buona e permette di tutelare al meglio i percorsi che vengono scelti. Le risorse investite sono aumentate, anche in termini percentuali rispetto alla spesa sanitaria.
I punti deboli del sistema sono:
- non ci sono risorse, se non molto limitate ( scarsità di risorse finanziarie e di pensiero operativo ) per l’innovazione e la sperimentazione, a fronte di un fenomeno in continua e rapida trasformazione;
- gli interventi di riduzione del danno e quelli di indirizzo a percorsi di recupero non sono adeguatamente collegati, percorsi più paralleli che integrati; questo contribuisce alla sanitarizzazione dell’approccio alle tossicodipendenze.
Le chiediamo pertanto se c’è l’intenzione di intervenire per modificare tale stato di cose e come.
Il danno sociale conseguente al consumo di droghe è evidente: le comunità, da quella famigliare a quella scolastica, e la stessa economia, subiscono inquinamenti e distorsioni. La sicurezza dei cittadini e la qualità della convivenza sono messe in discussione dalla piccola e dalla grande criminalità, alimentata dal consumo di droghe. La diffusione delle droghe euforizzanti, in primis della cocaina, permettono consumi apparentemente compatibili con un “funzionamento” sociale sufficiente. Di fatto, la latenza del consumo è aumentata, così che la causa dei danni conseguenti viene riconosciuta sempre più tardi. Tali danni riguardano la sfera economica (indebitamenti e crisi finanziarie), quella della salute propria e altrui (incidenti sulla strada e nel lavoro, patologie non immediatamente riconducibili al consumo di droga, come le malattie cardiache, impulso alla diffusione dell’HIV per i comportamenti sessuali trasgressivi indotti dalle droghe eccitanti; il Pronto Soccorso degli ospedali è un buon osservatorio di tutto ciò), la sfera delle relazioni (in conseguenza dell’aumento dell’aggressività e delle manifestazioni di disagio psichico).
I consumi “a sfondo cocaina” riguardano sia la fascia giovanile ma anche e sempre di più quella adulta, con motivazioni diverse, riconducibili, per gli adulti, alla ricerca dell’eccesso e a una visione della vita come competizione senza limiti. La diffusione delle droghe tra i professionisti pone seri problemi di sicurezza (pensiamo, solo per fare un esempio, agli operatori della sanità o dei trasporti) e di qualità delle prestazioni.
L’evidenza del danno sociale conseguente al consumo di droghe dovrebbe convincere che non ci troviamo di fronte a scelte personali che riguardano l’individuo e lui solo. Deve essere sottoposta a critica e respinta l’idea che sia possibile un uso delle sostanze compatibile con i valori di responsabilità sociale, di coesione e di solidarietà, che sono il fondamento della nostra vita comunitaria e della possibilità stessa di darsi un futuro.
Quanto si è detto vale per tutte le droghe, comprese quelle che ricevono una minore censura dall’opinione pubblica, cioè l’abuso di alcool e lo spinello. Il NO alla droga non ammette distinguo o sconti.
Le chiediamo dunque se intende rifiutare la cultura della compatibilità e come pensa di contrastarla.
Infine, sorprende la scarsità di informazione corretta su questi temi, dagli effetti delle droghe alle conseguenze sociali. Appare sempre di più il valore politico del dire la verità. Assistiamo a troppi dibattiti, nei quali, a fronte di un moralismo fastidioso, vengono dette troppe bugie o date informazioni scorrette. Esempi sono la continua colpevolizzazione della famiglia, l’accettazione del vittimismo dei consumatori, l’idea che la tossicodipendenza possa essere curata con dei farmaci.
Contemporaneamente, anche grazie allo sviluppo dello strumento informatico, si stanno cercando sempre nuove communities di consumatori, con l’effetto di rendere le droghe sempre più accessibili e sempre meno soggette a censura. Il paragone con le campagne contro il fumo di sigaretta, che hanno avuto un certo successo, mette in rilievo la passività e la reticenza su questi temi, confinati ormai soltanto alla cronaca nera.
Le chiediamo di conseguenza come pensa di promuovere un’informazione corretta e una cultura che abbiano come fondamento un coerente rifiuto delle droghe e la capacità di far pervenire messaggi utili ai consumatori, al loro contesto familiare e sociale e a quanti hanno responsabilità in campo educativo, lavorativo o istituzionale.
Ringraziandola per la cortese attenzione, Le saremmo grati se ci facesse pervenire la sua opinione e le sue riflessioni su questa problematica così cruciale per la coesione sociale della nostra Comunità locale, trasmettendoci contemporaneamente la parte del Suo programma elettorale ad essa dedicata.
Le preannunciamo, a tale proposito, la nostra intenzione di promuovere un incontro-confronto con tutti i candidati che ci onoreranno di tali risposte.
In attesa, un cordiale saluto
Don Giuseppe Dossetti è Presidente Centro Solidarietà di Reggio Emilia.
Data di pubblicazione on line: 1 marzo 2010
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Commenti
Cari Amici,
condivido l’impostazione dell’appello di don Dossetti ai candidati alle elezioni regionali, tanto più necessario, in relazione alla confusione dei messaggi che arrivano anche dalla TV.
Per quanto riguarda la scuola, ricordo l’impegno degli anni ’80 e ’90 per l’educazione alla salute e la prevenzione, sulla base della legge 162 e poi 309/92. Impegno che mi pare illanguidito, nonostante alcune pregevoli iniziative, come quella dei dieci punti del documento Fioroni.
Il contenitore concettuale e istituzionale per una rinnovata attenzione al problema droga da parte della scuola, dovrebbe essere Cittadinanza e Costituzione.
Mi permetto di citare in proposito il Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, firmato dal Ministro il 4 marzo 2009, prot. 2079.
Chi ha lavorato a produrre questo documento ha anche partecipato alla stesura di un libro, che ho curato per la Tecnodid di Napoli (2009) dal titolo Cittadinanza e Costituzione. Disciplinarità e trasversalità alla prova della sperimentazione nazionale. Una guida teorico-pratica per insegnanti.
Ringrazio per l’attenzione e porgo cari saluti.
Luciano Corradini