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CS FICT - Verso un modello di accoglienza e di integrazione

Seminario FICT, 24-25 maggio 2017, "Accoglienza, vecchie e nuove povertà: farsi prossimo nel tempo delle crisi", Ospizio Salesiano Sacro Cuore, Via Marsala 42

CS FICT - Verso un modello di accoglienza e di integrazione

La Fict ha circa 14 servizi su 42 Centri dislocati sul territorio con servizi per: Migranti richiedenti asilo, Accoglienza CAS (Centri Accoglienza Straordinaria), Sistema SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione)
L'obiettivo della Federazione, in questo particolare momento storico è rilanciare il senso ed il significato più profondo dell'accoglienza.

"Siamo nati alla fine degli anni 70, spiega Luciano Squillaci, presidente Fict, per dare una risposta alle dipendenze. Il nostro lavoro era, ed è ancora oggi, accogliere e dare uno spazio temporale in Comunità dove la persona in stretta relazione e confronto può mediante un percorso ritrovare se stesso. Oggi ci sono nuovi bisogni, gente che lascia il proprio paese per guerra, persecuzioni oppure perché ha fame. Siamo chiamati nuovamente a dare una risposta. Il vero salto di qualità, in termini di presenza sui territori e quindi anche di rappresentanza nazionale, riusciremo a farlo quando torneremo con forza ad occuparci delle cause delle povertà e non solo dei suoi effetti come conviene ai potenti del mondo. Uscire dalla logica delle categorie ed imporre la logica dell’Uomo. "
Durante l'incontro organizzato oggi dalla FICT, a Roma, dal titolo: "Accoglienza, vecchie e nuove povertà: farsi prossimo nel tempo delle crisi", è stata presentata una rilevazione dati, svolta dalla rete migranti e minori stranieri non accompagnati (msna) sul flusso dei migranti nei servizi. La FICT rileva che, nel 2016, gli adulti accolti, nei 14 servizi dedicati, sono stati circa 1211, di cui l'87% nei CAS, il 12% servizi SPRAR; i minori sono stati circa 985, di cui Il 6% nei CAS, il 91% nei servizi SPRAR ((954 maschi e 31 donne). Nei primi 4 mesi del 2017 si evidenzia un rilevante aumento di ingressi: gli adulti accolti sono circa 662, i minori circa 326. "I servizi per adulti migranti della federazione, spiega Giovanni Lizzio, responsabile della Rete Fict migranti, hanno l'obiettivo di offrire un futuro percorribile con percorsi di formazione professionale e di orientamento al lavoro tramite contatti con aziende, associazioni di categoria e centri per l'impiego sul territorio, attuando anche strade di recupero scolastico e di istruzione superiore". "I punti di criticità sono molteplici, continua Lizzio: "- il potenziale aumento dei dinieghi alle persone richiedenti asilo; - tempi molto lunghi per avere una risposta alle richieste di soggiorno (oggi passano circa 24 mesi) - la scarsa consapevolezza sul tema della possibile integrazione interculturale; - necessità di aggiornare le procedure di "prevenzione sanitaria"; - sfruttamento lavorativo con posti di lavoro irregolari; - i ritardi di pagamento che superano circa 6 mesi da cui deriva una esposizione e un investimento  economico dei Centri che spesso hanno già molte difficoltà in termini di risorse..."
La Federazione giudica positivamente l'orientamento verso la creazione di un sistema di accoglienza nazionale dato che la spesa per l'accoglienza non è più sostenibile per gli Enti Locali (si veda in proposito la legge Zampa) che però, combinato con il forte aumento nel flusso in ingresso e le limitate risorse che il Governo può stanziare, per reggersi tende purtroppo ad equiparare i minori stranieri ai migranti adulti. La Fict diversamente ritiene che prima di tutto siano da considerarsi minori ed in seconda battuta stranieri, diversamente si correrebbe il rischio di non tutelare sufficientemente le fragilità e vulnerabilità di cui sono portatori questi futuri cittadini.
Si segnala infatti che le tariffe dell'accoglienza per i msna, previste dal Ministero dell'Interno, sono poco superiori alle tariffe del sistema degli adulti, salvo integrazioni non obbligatorie a carico degli Enti Locali, come se si avesse a che fare con stranieri che accidentalmente sono anche minori. Giovanni Mengoli, responsabile della Rete Fict minori e msna fa notare criticamente in questo senso che:"le normative regionali che autorizzano l'apertura di strutture di accoglienza per msna, nel corso degli ultimi due anni, hanno subito delle deroghe o sono state create ex novo con possibilità anche molto azzardate, in modo da consentire l'accoglienza alle condizioni economiche previste dallo Stato". "Crediamo, spiega Mengoli, che sarà decisivo trovare una mediazione sostenibile tra i giusti bisogni di tutela e protezione di cui sono portatori soprattutto i minori e le disponibilità economiche che lo Stato può sostenere, stante anche il flusso in ingresso che è sempre più in crescita. Siamo consapevoli che non si possa pensare solo ad un'accoglienza "ideale", che non tenga conto del dato di realtà." "Per questo è importante, afferma Mengoli, che venga fatto un buon lavoro di osservazione nella fase di prima accoglienza, dove anche si impostano gli aspetti legali e si inizia l'alfabetizzazione, in strutture maggiormente tutelanti (non più di 15 ragazzi), in modo da valutare i bisogni, anche sanitari, di cui i minori sono portatori e differenziare gli interventi nella seconda accoglienza.
Diventa per questo indispensabile che nelle differenti forme di seconda accoglienza, previste dalle diverse  normative regionali, si cerchi di puntare al lavoro sul gruppo dei giovani accolti, in modo da tenere insieme ragazzi con maggiore e minore autonomia, e così facendo rendere una gestione della comunità sostenibile. Si potrebbero prevedere anche, per alcuni minori prossimi ai 18 anni, strutture per piccoli numeri con ridotta intensità educativa, a condizione che siano agganciate sinergicamente a quelle tradizionali e i minori siano inseriti in progettualità che mirino all'inserimento lavorativo pagati attraverso altre linee di finanziamento. Sarà inoltre fondamentale affiancare ad un sistema di accoglienza nazionale anche sistemi di formazione professionale flessibili e brevi per proiettare rapidamente i giovani nel mondo del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio formativo." "Occorre pertanto, continua Mengoli, trovare il modo per derogare alla legge nazionale l'assolvimento dei 10 anni del diritto/dovere allo studio, indispensabile per l'attivazione dei tirocini, e che la stragrande maggioranza dei msna non può dimostrare di aver assolto. In questa linea può essere interessante anche prevedere di affiancare azioni trasversali quali: sport, tempo libero e animazione attraverso altre linee di finanziamento. Riteniamo infine molto importante pensare ad una accoglienza coerentemente connessa al percorso di integrazione, dove i minori siano proattivi verso la costruzione del proprio futuro, in modo da favorirne le potenzialità, tenendo insieme sia la dimensione dei diritti, sia quella dei doveri."
Oliviero Forti, resp.le ufficio immigrazione Caritas Italiana, nel suo intervento ha affermato che: "le narrazioni sulle migrazioni, oggi, sono viziati da alcuni approcci piuttosto faziosi: chi cerca di predicare che la migrazione è una ricchezza tout court e chi di dire che è solo un fattore di grande preoccupazione. Personalmente ho una posizione di mediazione. Cerchiamo di essere lontani da questi approcci estremi; prima dell'accoglienza è importante comprendere le dinamiche di questo fenomeno, avere la consapevolezza reale dei numeri che stanno incidendo sulla percezione pubblica." "Non abbiamo, continua Forti, solo la responsabilità dell'accoglienza, la Caritas, nel 2016, aveva 23 mila posti, ma anche la responsabilità di salvare le vite in mare e recuperare quel senso di solidarietà che ci caratterizza in un momento in cui si sta criminalizzando. Dobbiamo reagire alla sfiducia che causano gli attentanti terroristici: abbassano la stima ed il ruolo di chi accoglie ". "Ha presentato, infine, il Progetto Protetto Rifugiato a casa mia di Caritas Italiana, progetto di accoglienza e integrazione; una prima sperimentazione è già stata avviata con circa 600 rifugiati provenienti dall'Etiopia e la prima edizione terminerà il 30 giugno 2017. I rifugiati, spiega Il responsabile uff. Immigrazione della Caritas, sono accolti per almeno 6 mesi in un contesto familiare protetto. Da un punto di vista politico questa iniziativa ha una valenza economica inferiore a quella sostenuta dalle Istituzioni per l'accoglienza ordinaria"
Conclude Squillaci, Presidente della FICT, " non possiamo accettare che  si affronti la questione migratoria solo a partire da posizioni ideologiche che si fermino  all'affermazione dei diritti o mettano in competizione i migranti (adulti o minori che siano) con i cittadini italiani che vivono nell'indigenza. La prima accoglienza deve essere senza condizioni, ma il percorso successivo deve puntare alla responsabilizzazione dei migranti accolti, tanto più verso i minori con un futuro ancora tutto da vivere...
A noi non interessa lenire le ferite dei poveri, non ci basta assistere i bisognosi, noi vogliamo andare alle radici delle povertà di cui ci occupiamo per rimuoverne le cause "

Programma II Giornata - 25 Maggio 2017

9.30-11.00 Tavola Rotonda "Dipendenze: quale futuro? quali risposte possibili?"

Intervengono:

avv. Luciano Squillaci, Presidente Federazione Italiana Comunità Terapeutiche

sen. Giuseppe Lumia, membro della Commissione antimafia

dott.ssa Mila Ferri, Resp.le Area salute mentale e dipendenze patologiche - Regione Emilia Romagna

dott. Umberto Paioletti, Coordinatore InterCear

Coordina: avv. Marco Cafiero, Direttivo F.I.C.T.

11.00-12.00 Dibattito

 

Info:

Elisabetta Piccioni - Uff. Comunicazione FICT

cell. 3392818398 - email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Posted in approfondimenti, dipendenze

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