Approfondimenti: Alba chiara, tramonto incerto
Dopo la querelle Vasco VS Ligabue sembra che non sia finita qui.
Il tutto nasce da un’intervista televisiva della Rai a Vasco Rossi, che sollecita la sensibilità del dipartimento delle politiche antidroga e che in qualche modo mette in competizione il Vasco con Nek (ricordate lo spot istituzionale cui il cantante sassolese ha regalato la colonna sonora?).
Ecco l’ennesima scorciatoia per affrontare il fenomeno dell’abuso delle droghe.
"Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini ma siamo ritornati sani e salvi senza complicazioni": è la frase incriminata, quella che sembra incitare all’uso delle droghe e alla vita spericolata, ma se cambiassimo la prospettiva di osservazione, se guardassimo alla stessa frase con occhi diversi e al posto della droga mettessimo la politica oppure altri comportamenti a rischio come quelli tenuti dalla finanza o dalle banche, si sarebbero alzate le stesse voci?
Oggi è troppo facile sparare sui presunti “cattivi maestri” che pure sotto gli occhi di tutti pagano i loro conti con la vita, ma la questione è più complessa e delicata.
E’ oramai noto a tutti che il talento non nasce a seguito dell’assunzione di droghe anzi nella realtà spesso queste servono per offuscare il talento; è una materia rara che c’è o non c’è.
Nel caso la canzone si riferisse alle droghe, è evidente che tale affermazione in bocca a chi ha possibilità di vita superiori alla media offre una chiave di lettura al ritorno “sani e salvi senza complicazioni” anche abbastanza ottimistica ma questa condizione di ottimismo nella maggior parte dei casi avrebbe esiti differenti per chi deve affidarsi al sistema di cura della sanità nazionale (tema di vera preoccupazione per il sottosegretario Giovanardi).
La speranza è che anche i politici di oggi possano pronunciare lo stesso verso canoro descritto da Vasco, ma in più da loro ci aspettiamo un rispetto e una premura supplementare per il bene pubblico e per le persone di questo paese.
Poi sempre per le droghe: oggi non siamo in assenza di notizie sulla pericolosità di queste, nuove o vecchie che siano, mentre siamo in assenza di una prospettiva futura che aiuti a superare questo senso di malinconia che avvolge le nuove e le vecchie generazioni, e allora mi piace vedere in questa prima frase, dell’inedito, una spinta, un incitamento alla costruzione di un futuro che tenga conto della necessità di “essere ancora qui”.
Speriamo esca al più presto il pezzo completo (come direbbe Maurizio Milani).

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