Dic21

Approfondimenti: Christopher Hitchens

Approfondimenti: Christopher Hitchens

È morto, travolto da un cancro alla gola, lo scrittore Christopher Hitchens, che pubblicò un libro dal titolo “Dio non è grande”.
In effetti Dio è umile.
Si accompagna a persone come Hitchens che fanno se stessi “dio” ma di Dio non vogliono saperne.
Dio si accompagna a tipi come Christopher, tanto più se portano il nome del suo “Figlio prediletto”, ricevendone tutte le angherie e ironie mentali.

Tutta una gente che – nella più perfetta buona fede, grazie alla grande intelligenza ricevuta in dono – si permette di inquadrare l’universo intero nell’unico angolo ideologico in cui si sono posti.
Gente che non ha fede in Dio, e crede soltanto alla propria idea, eretta a criterio di giudizio e condanna su coloro che divergono dalla loro incrollabile idea.
Desidero accennare a un solo aspetto di Hitchens.
S’è permesso, per sperimentare tutto in prima persona (solo dal suo punto di vista naturalmente), anche l’interrogatorio waterboarding, una forma di tortura raffinata con immersione della testa nell’acqua, spesso mortale, cui sottoporre “criminali politici” in particolare, per estorcere loro verità o segreti.
Ha evitato accuratamente però di sottoporsi alla prova di tergere con l’acqua solitudine, sporcizia, sudore e gelo a migliaia di moribondi.
Si è permesso di denigrare in modo infame madre Teresa di Calcutta che invece, con infinita costanza e priva di ogni angolo ideologico, s’è sporcata le mani e il volto a far carezze e a baciare i moribondi abbandonati di Calcutta.
Certo, caro e intelligente Christopher, nessuno s’aspettava la tua conversione a Dio, provocando ad arte che qualcuno avrebbe annunciato il tuo capovolgimento in puncto mortis.
S’aspettava di vederti sperimentare, almeno per un paio di giorni, l’immersione nella vita reale d’una di quelle persone che sono così prese dalla vita, per sopravvivere, da non farsi alcuna idea polemica e  guadagnarci sopra.
Almeno una di quelle persone per confrontare il tuo (d)io con quell’essere umano al quale il Dio vero, fattosi uomo, ha voluto affiancarsi e condividere, a esito nefasto, la più brutale e raffinata tortura esistente al mondo - la croce - passando per tutte le fasi di povertà e identificazione con ladri e traditori.
Dio è talmente umile da farsi riconoscere nel volto dell’altro ridotto in miseria.
Giustamente non può farsi riconoscere dentro l’Io che diventa dio.
Questione di cuore non di testa.
Stimolato a scegliere, devo star dalla parte di quel “vecchio cretinetti” di Blaise Pascal, il quale scrisse “il cuore ha delle ragioni che la mente non ha”.
Ma chi vuoi che sia Pascal di fronte a te, Christopher Hitchens?
Provo pena al cuore, perché t’è mancato l’incontro col cuore.
Dio ti ha lasciato libero di credere e di non credere.
Sarà sorpreso, incontrandoti, che hai evitato la sfida di gettare il cuore oltre l’idea.
Sento che il giudizio reciproco riguarderà il coraggio.
Il coraggio di rinunciare all’io, fino ad annullarlo, per incontrare l’altro; oppure di usare l’altro per incontrare il proprio io. 
Caro Christopher, il coraggio di Dio, che ha accettato la sfida di farsi annullare da te, vincerà, e con ciò ti salverà.
Nessuno batte il coraggio dell’umiltà.
E madre Teresa di Calcutta sorriderà al confronto.

Gigetto De Bortoli

Written by don Gigetto De Bortoli, Posted in approfondimenti

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don Gigetto De Bortoli

don Gigetto De Bortoli è il Direttore Responsabile del settimanale online Progetto Uomo per il Sociale

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