Approfondimenti: La FICT chiede una prova di equità al Presidente Monti e ai partiti politici
Una prova di equità per il Presidente Monti e per i partiti politici è alle porte: la scadenza dell'ultima tranche di rimborsi elettorali del 2008 che stavano ancora attendendo: 100 milioni di euro.
A volte gli atti simbolici dicono molto di più di mille conferenze. Di Pietro ha proposto la rinuncia al rimborso a favore degli esodati, frutti della riforma del lavoro. Don Ciotti ricorda le molte cooperative sociali che soprattutto al sud stanno subendo contraccolpi quasi mortali da questa crisi economica. E poi ci sono tutte le realtà dei servizi che lavorano per il sociale che negli ultimi anni hanno visto un drastico calo delle risorse pubbliche. (Dal 2008 ad oggi i sette principali fondi nazionali riguardanti le politiche di welfare per i più deboli (fondo nazionale politiche sociali, fondo per la non autosufficienza, famiglie, servizio civile, ecc.) si sono ridotti di oltre 2/3, mettendo a serio rischio un sistema già precario e povero di risorse)
Da alcuni anni la FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) chiede atti di responsabilità alla politica e agli amministratori della cosa pubblica, insieme a Don Ciotti vogliamo fare sentire la nostra voce per dare il peso giusto alle parole.
Non è possibile alla luce di una crisi così profonda, che colpisce oramai la maggior parte dei cittadini proporre sacrifici sempre agli stessi.
Dal partito dell’A.B.C. vorremmo almeno in questo frangente una parola chiara e questa non è sicuramente “congelare”.
Questi fondi, con un atto di orgoglio, di coraggio e di vicinanza alla gente devono essere ridistribuiti, non mancano i settori su cui provare a fare un’iniezione di risorse fresche.
Avere già incassato il doppio delle spese sostenute per quelle elezioni del 2008 attraverso i rimborsi è già sufficientemente ingiusto.
In questo frangente ho apprezzato molto la campagna pubblicitaria contro gli evasori che con un abile giro di parole e d’immagini sono paragonati ai parassiti, ma anche gl’ingordi hanno un girone particolare nell’inferno dantesco.
Questo paese non ha bisogno solo di un “sogno”, ha anche necessità di atti concreti di verità anche sulle parole oltre che sui fatti.

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