Approfondimenti: “Mettiamoci in gioco”: campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo
Questa mattina si è svolta a Roma presso la Federazione nazionale della stampa italiana, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco“. Alla conferenza stampa, introdotta e diretta da don Armando Zappollini, presidente Cnca, sono intervenuti Marica Guiducci (Auser), Matteo Iori (presidente Conagga), Paolo Merello (Fict), Umberto Paioletti (coordiantore Intercear) e Daniele Poto (Libera).
Nel corso della conferenza stampa, è stato ricordato come il Codice penale limiti fortemente il gioco d’azzardo in Italia anche se nel 2011 sono stati spesi 80 miliardi di euro in lotterie, slot machine, poker e scommesse, immessi sul mercato a ritmi molto alti. Questa somma ha portato l’Italia ad essere il primo paese al mondo per spese pro-capite per il gioco d’azzardo. Il numero dei giocatori è aumentato notevolmente, coinvolgendo anche molti giovani, casalinghe e pensionati. Circa il 2.2% della popolazione adulta italiana risulta essere a rischio per ilgioco d’azzardo se non vittima patologica. La conferenza oltre a presentare i cinque obiettivi della campagna “Mettiamo in gioco”, ha avuto luogo per sensibilizzare i cittadini e fare pressione sulle istituzioni. Lo stesso Stato affida al Ministero del tesoro e delle finanze, fruitore di entrate economiche provenienti dal mercato dell’azzardo, il ruolo di tutelare i cittadini dai problemi sociali e sanitari relazionati alle dipendenze patologiche indotte dalla progressiva espansione del settore. Anche le mafie hanno fiutato l’affare: il business del gioco d’azzardo costituisce un interesse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali e l’espansione del gioco d’azzardo legale non contiene bensì alimenta il gioco d’azzardo illegale, come è stato rilevato dalla Relazione della commissione parlamentare antimafia del 2011.
A fronte di una situazione sempre più preoccupante Istituzioni, organizzazioni del terzo settore, sindacati e gruppi di giocatori patologici in trattamento hanno lanciato questa campagna con l’intento di limitare la crescita del gioco d’azzardo, aumentare le tutele per la collettività e i giocatori e favorire gli interventi a favore dei giocatori “patologici”.
In particolare la campagna chiede di porre un freno, da parte dello Stato, al modello di “liberalizzazione controllata” del gioco d’azzardo in Italia inquanto si è trasformato in una “deregulation”, come testimonia l’anomala espansione delle proposte di giochi in ogni comune italiano. Viene richiesta una moratoria relativa all’ammissione di nuovi giochi, la rinuncia ad ampliare la raccolta dei ricavi derivati dall’azzardo e la restituzione di un potere decisionale alle comunità locali impedendo la pubblicità del gioco d’azzardo con appositi divieti. Inoltre “Mettiamoci in gioco” rivendica l’inserimento del gioco d’azzardo patologico all’interno dei livelli essenziali di Assistenza previsti per i servizi sanitari, con una normativa volta ad equiparare il diritto alle cure e l’accesso gratuito e diretto ai servizi già garantiti nelle altre forme di dipendenza patologica, costituendo un tavolo di confronto con le associazioni e i servizi impegnati nel settore, al fine di definire i criteri e le iniziative di una corretta ed efficace campagna di educazione al gioco e di prevenzione dei rischi indotti dal gioco d’azzardo.
Acli, Alea, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Uisp hanno promosso la campagna.
fonte: Volontariatoggi.info

Commenti (0)