Apr30

Droga: "Attenzione alle persone, non alle sostanze"

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In relazione al decreto legge sulle tossicodipendenze discusso alla Camera, Don Mimmo Battaglia, Presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche dichiara " Attenzione alle persone, non alle sostanze, questo concetto è alla base del nostro lavoro da sempre".

Don Battaglia afferma che " le droghe non sono tutte uguali: diversi gli effetti, le modalità di assunzione, le aspettative degli assuntori. Nonostante queste differenze sono contrario a parlare di droghe leggere e pesanti. La questione da cui partire è il rapporto tra la persona, la situazione e la sostanza. Un giovane che ripone nella marijuana la grande speranza di risolvere tutte le angosce, paure e ansie della sua adolescenza, può essere ancor più in difficoltà di un quarantenne che sniffa cocaina per divertimento. Ed è anche per questo che ritengo che non siano le tabelle, le quantità minime e massime che contano, ma le persone.

Noi vediamo  l'uomo e il suo contesto relazionale al centro dei nostri sforzi quotidiani e sono sicuro che anche questo valga per la politica; ritengo che l'obiettivo fondamentale rispetto alle droghe non sia quello di derubricare il problema solo con delle tabelle, ma se queste diventano stimolo per rafforzare politiche di prevenzione e promozione all'agio e  al diritto di cura per chi ne ha necessità, avanti con le tabelle.

E' fondamentale il coinvolgimento della scuola, delle famiglie, delle associazioni, delle parrocchie, dei mezzi di informazioni, dello sport, del mondo dello spettacolo, del volontariato e naturalmente delle pubbliche istituzioni che si occupano di giovani, di educazione, formazione, lavoro.

Auspico che questo sia lo scenario a cui fare riferimento, altrimenti ogni semplificazione corre il rischio di rendere anche questo intervento meno efficace.

Inoltre, occorre ricordare che se il decreto, e ne siamo contenti, riduce il rischio carcere per molti tossicodipendenti, non garantisce loro, con altrettanta puntualità, il diritto alla cura. Gli investimenti sul sistema di cura e riabilitazione, infatti, si riducono sempre di più, a fronte del numero sempre crescente di persone che richiedono aiuto. I servizi, pubblici e privati, su tutto il territorio nazionale, si trovano a fare i conti con una sempre crescente complessità cui non corrisponde un'attenzione politica adeguata. Molte delle persone che, grazie al decreto, rimarranno fortunatamente fuori dal carcere, non potranno quindi accedere ai servizi, con ogni immaginabile conseguenza in termini di ricadute e reiterazione dei reati.

Il carcere, lo ribadiamo con forza, non fa certamente bene a chi si trova a combattere con un dipendenza, ma è necessario fornire, a chi lo vuole, una reale alternativa alla strada all'interno di seri percorsi di cura, siano essi pubblici o privati accreditati.

Sac. Mimmo Battaglia - Presidente FICT

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