HAITI/ Un progetto per minori e adolescenti a Port au Prince
di don Egidio Smacchia
Un appello per il sostegno e la partecipazione economica all’azione di ricostruzione e normalizzazione contro l’emarginazione dopo il terremoto.
Il catastrofico terremoto ad Haiti ha drammatizzato all’ennesima potenza, con altissime dosi di impotenza strutturale, una situazione già fortemente compromessa ed altamente disagiata.
La virtuosa mobilitazione che si sta mettendo in atto in questi giorni a favore della popolazione haitiana, oltre ad essere un grande segno di speranza, potrebbe rischiare un processo confusivo che certamente non aiuta la già difficile scommessa di ricostruzione.
Del resto ci sono fasi differenti nel lavoro di ricostruzione ad Haiti: dall’emergenza immediata alla post-emergenza, dalla ricostruzione di reticoli sociali all’accompagnamento di gruppi più vulnerabili della popolazione haitiana.
La ONG INAFICT – su progetto promosso dall’Istituto Italo Latino Americano (IILA) e su contributo volontario del Ministero Affari Esteri – sta operando da tre anni nella capitale Port au Prince con un progetto di intervento diretto con minori ed adolescenti in situazione di alto rischio attraverso lavoro di strada nelle cosiddette bases, accoglienza di minori in percorsi di accoglienza, presa in carico, formazione professionale ed inserimento socio-lavorativo.
Ed è proprio a partire dai risultati raggiunti in questi anni (circa 2.000 minori ed adolescenti contattati in strada, circa 300 presi in carico nel Foyer Caritas St. Antoine, nostro partner locale, circa 100 minori inseriti in attività formative ed occupazionali, circa 100 visite a famiglie in cui reinserire i propri figli incontrati in strada) che ci permettiamo di avanzare alcune proposte di lavoro che ci piacerebbe condividere con altre ONG, Enti Locali, organizzazione del terzo Settore che vogliono misurarsi su questa complessa sfida.
Innanzitutto riteniamo fondamentale definire il target group su cui operare, ovvero minori e adolescenti in situazione di alto rischio che con il terremoto diventeranno ancora di più in strada, ai quali offrire (in una fase di post-emergenza) un intervento di sistema che dal contatto nelle cosiddette “bases“ (strada) possano essere inseriti in programmi diversificati di animazione sociale, di accoglienza in spazi foyer aperti, di orientamento e formazione professionale, di impresa sociale.
Tale intervento, che già in questa fase deve essere necessariamente progettato, va implementato progressivamente quando l’emergenza sarà in fase avanzata e si potrà trovare spazio per tale intervento di tipo prettamente sociale.
Le reti locali
Tale azione va assolutamente sviluppata con le reti locali (organismi haitiani, ONG’s internazionali che ad Haiti operano da anni), con le quali vanno presi immediatamente contatti chiedendo loro di fare da supporto, accompagnamento, indicazione degli interventi da mettere in campo, dove meglio svilupparli, con quali tempi e fasi.
Il nostro progetto INAFICT, nelle sue azioni sviluppate nel triennio, ha potuto individuare una serie di organismi davvero in grado di essere soggetti affidabili e capaci di mettersi in gioco nel lavoro che noi vorremmo aiutare a strutturare.
Ci riferiamo in primis alla nostra controparte locale (progetto IILA-INAFICT) Caritas St. Antoine che sviluppa da 10 anni interventi specifici in strada (le “bases”) per un lavoro di riduzione del danno (a livello sanitario, a livello emergenziale, a livello di accompagnamento), un intervento di reinserimento dei ragazzi in famiglia (dove è possibile), feste di animazione (il cosiddetto “mardì chuaud”), inserimento dei ragazzi che lo chiedono in un Hogar (centro di accoglienza), un po’ di formazione per l’inserimento di ragazzi nel mondo del lavoro. Di fatto Caritas St. Antoine lavora con circa 500 ragazzi all’anno;
In secondo luogo va posta una particolare enfasi al lavoro egregio dei Salesiani che hanno creato un progetto con 3 fasi: la strada, il cortile, la comunità. Questo con 2 strutture ben distinte: Lakou (che appunto prevede lavoro di strada, formazione professionale con diverse specializzazioni: saldatura, falegnameria, abbigliamento, estetica, spazio di decompressione) e Lakay (che invece è la comunità di accoglienza dove i ragazzi presenti a Lakay che vogliono possono inserirsi). Anche questo progetto raccoglie circa 300 minori in situazione di strada;
In terzo luogo va evidenziato il lavoro realizzato dalla ONG italiana AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale) che sviluppa il proprio intervento nei quartieri di Cité Soleil e Martissant. Si tratta di progetti per i diritti umani di adolescenti ed ex combattenti, con una forte attenzione ai processi educativi rivolti alle comunità locali.
Va evidenziata altresì la presenza di AMI (Aide Médicale Internationale) Haiti che si occupa in relazione a ragazzi di strada specificatamente di informazione e sensibilizzazione sulla salute (SIDA, malattie sessualmente trasmissibili ed altre) e presa in carico di comportamenti a rischio (Droga, violenza sessuale, prostituzione).
Importante ci sembra il lavoro dell’Associazione “Viva Rio” che è presente anche ad Haiti e che si occupa di cultura della pace, abbassamento dei conflitti sociali attraverso azioni comunitarie, comunicazione e sicurezza umana.
Da ultimo va messo in evidenza il ruolo fondamentale di UNICEF Haiti e di IOM (International Organization for Migration) Haiti che accompagnano rispettivamente il processo di attenzione ai minori di strada e in situazione di migrazione, si raccordano con IBESR (Institut du Bien Etre Social et de Recherches - Agenzia del Ministero delle Politiche Sociali del Governo di Haiti) e con le ONG’s che si occupano direttamente di lavoro di strada.
L’idea progetto
È a partire da questa ricognizione e raccordo interistituzionale che nasce l’idea di un progetto di rete sul lavoro di strada nella città di Port au Prince che possa impiantare un intervento strategico che abbia seguenti indirizzi:
Lavoro di rete tra le progettualità e gli organismi presenti;
Interlocuzione con IBESR per attivare un forte processo di deistituzionalizzazione ed inclusione di minori di strada;
Strutturare un intervento integrato che si sviluppi su tre assi ben definiti:
a) Ricerca fenomenica (nessuno ha dati veri sul fenomeno) che sappia produrre interventi sopratutto dopo la situazione del terremoto;
b) Formazione operatori di strada;
c) messa in atto di servizi integrati per minori di strada (diurni-semiresidenziali-residenziali- formazione professionale- inserimento socio-lavorativo) ben sapendo che diversi servizi (pur non in rete) già esistono e vanno collegati tra loro.
Si trasmette di seguito una proposta di progetto che la Ong INA-FICT vorrebbe presentare, in seguito alla situazione gravosa vissuta in questo momento ad Haiti, a causa del terribile terremoto che ha scosso il mondo per la sua drammaticità
La nostra ONG (su progetto promosso dall’IILA, su contributo volontario del MAE) sta operando da tre anni nella capitale Port au Prince con un progetto di intervento diretto ai minori ed adolescenti in situazione di alto rischio attraverso il lavoro di strada (nelle cosiddette “bases“), accoglienza di tali minori, presa in carico, formazione professionale ed inserimento socio-lavorativo.
Ed è proprio a partire dai risultati raggiunti in questi anni (circa 2.000 minori ed adolescenti contattati in strada, circa 300 presi in carico nel Foyer Caritas St. Antoine, nostro partner locale, circa 100 minori inseriti in attività formative ed occupazionali, circa 100 visite a famiglie in cui reinserire i propri figli incontrati in strada) che ci permettiamo di avanzare alcune proposte di lavoro atte a non perdere quanto costruito.
L’intenzione è operare con i minori ed adolescenti in situazione di alto rischio che con il terremoto vivranno ancora di più in strada, ai quali offrire (in una fase di post-emergenza) un intervento di sistema che, dal contatto nelle cosiddette “bases” (strada), possano essere inseriti in programmi diversificati di animazione sociale, di accoglienza in spazi foyer aperti, di orientamento e formazione professionale, di impresa sociale.
La INA FICT e la FICT chiedono un sostegno e partecipazione economica per supportare l’azione di ricostruzione e normalizzazione contro l’emarginazione dei minori ed adolescenti.
Qualora decidiate di aderire, vi preghiamo di trasmettere il vostro aiuto di speranza al numero di conto corrente:
IBAN: IT56M0832739040 000000011260 – Banca di Credito Cooperativo di Roma – Agenzia 59, specificando come causale del versamento: “Pro Progetto Haiti“
Don Egidio Smacchia è Presidente INA-FICT

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