I care

Mag17

I care: "Legalità"

Un dogma moderno, che voglio provare  a smontare, recita che l’educazione è in crisi. Credo che non sia vero, o, perlomeno, non sia del tutto corretto.

L’educare, nella sua accezione antropologica, è lo strumento che una società utilizza, intenzionalmente e consapevolmente, per replicare se stessa, trasmettendo ai suoi nuovi membri i propri valori, le proprie norme, il proprio stile di vita.

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Mag08

I care: "Libertà"

Parola usata e abusata che lascia un segno  nell'anima ogni qualvolta, semplicemente, la pensiamo, accompagnandola da un sospiro.

La cerchiamo durante il giorno dentro di noi, vicino e lontano perché la amiamo  anche quando ce ne svestiamo o rinneghiamo con scelte sbagliate.

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Apr23

I care: “Scarpe rotte eppur bisogna andar...”

In questo 25 aprile, questa strofa sembra  solo ricordare voci di un passato contadino, povero e belligerante e inevitabilmente remoto; ma la Liberazione, celebrata ancora, lungi dall'essere un doveroso e nostalgico ricordo, porta un racconto avvincente ed attuale che cresce tra questi due poli estremi: scarpe rotte e cammino, disperazione e speranza;  un’ idea che si snoda tra queste due sponde remote del vivere umano per diventare Storia, la nostra storia, negata o sporcata da alcuni, rinchiusa e addomesticata come serva ideologica da altri.

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Mar27

I care: "Pasqua 2013: scrivo a te..."

 

Scrivo a te,

per quella paura sul tuo volto, nelle tue parole, nel tremare della tua voce. Una paura che quasi ti trascende, incarnando in te le paure e le ansie di questo mondo e di questo tempo.

Paura del domani, di un futuro che non riesci più nemmeno ad immaginare, accecato come sei dalla paura per il tuo oggi. Perché è oggi che non riesci a trovare un senso, è oggi che non riesci a  capire, orientarti, sperare. Hai paura di non farcela;  paura di guardare in faccia il tuo domani, le persone che ami, di non trovare le parole con cui spiegarti, i sogni verso cui andare, le ali che ti farebbero volare. I valori che hai avuto in eredità dal tuo passato non li ritrovi più.

 

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Mar20

I care: "Francesco"

 

L’attesa … sospesi,  trepidanti, ansiosi, con lo sguardo inchiodato verso il cielo  intento a scorgere un segno, il gesto di Dio.

Occhi aperti e chiari nei mille volti dell’ umanità … c’eravamo proprio tutti: credenti e non credenti..noi con noi stessi, le nostre case, i nostri cuori, le nostre sofferenze e la grande preoccupazione per l’ avvenire dei nostri figli benedetti.

 

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Mar11

I care: Riflessione di Don Mimmo sulla nuova struttura "Mondo Rosa"

Centro Antiviolenza per donne

 

È uno strano 8 marzo per noi: non solo un 8 marzo di commemorazione per le 129 donne morte in una fabbrica americana più di un secolo fa;  non è la festa delle mimose e delle cene al femminile, ma è una celebrazione.

Perché oggi inauguriamo una nuova struttura;  una struttura, sinceramente, che ci piacerebbe chiudere al più presto,  perché ciò significherebbe l’eliminazione della violenza di genere;  significherebbe che su nessuna donna esiste più  una violenza psicologica, fisica, sessuale, economica.

 

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Dic19

I care: "Natale 2012: La speranza vestita di stracci"

Percorsi, strade e ripercorsi … come in una passeggiata nella memoria, mi trovo ancora a percorrere le viuzze del mio piccolo paese, strade consumate di ricordi e nostalgia, di immagini di ieri e vita di oggi  … è quasi  Natale e non posso non ripensare alla gioia dei miei Natali, quando da piccolo, per queste stesse strade, nelle case, nella mia  scuola, respiravo il tepore di una vita fatta in semplicità ed accoglienza. Era un tempo umile: rivedo mio nonno raccogliere con il polpastrello dell’indice le briciole di pane sparse sulla tavola, lo sento ancora dire: “per queste ci vogliono tre chicchi di grano e non vanno perse”. Era il Natale.

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Ott18

I care: La solitudine dell’educatore è storia di un cuore in cammino..

Le favole esistono e le favole insegnano a crescere.

Parlare della solitudine dell’educatore, non è altro che raccontare la storia di un cuore ….

E dalla storia del cuore si impara; un cuore in cammino, aperto all'altro, non può che essere un cuore capace di amare e di stupirsi, stupirsi così come accadrebbe nella visione della favola preferita, quella che il bambino chiederebbe gli venisse raccontata ogni sera prima di andare a nanna.

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Set07

I care: Il mio incontro con il Cardinal Martini

di Don Mimmo Battaglia - Presidente FICT

A qualche giorno dalla scomparsa del cardinal Martini, ritorna in me prepotente il ricordo di quello che fu il “testamento spirituale” che mi lasciò nell’incontro avuto diverso tempo prima, quando, nel settembre 2010, ebbi la grazia di essere ricevuto da lui.Mi sembrava fosse impossibile che l’uomo, il gigante buono che avevo sempre osservato e seguito da lontano, già sofferente per la malattia che lo accompagnava da diversi anni, potesse ricevere proprio me.

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Ago24

I care: "Agosto 2012, un’estate come tante…"

Agosto 2012, un’estate come tante, immagini, mare, sole …. tutto sembra apparentemente sorridere, incontri tra persone, conoscenti e non.

Incontri che divengono sorrisi ….. come si farebbe in un giorno di festa, dinanzi al sagrato di una chiesa quando, gli auguri, vorresti darli a tutti.

Un’estate che sembra non finire, quando anche il caldo impervia e fa dimenticare il freddo e le piogge d’inverno. Come non dovessero mai più tornare.

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Mag30

I care: Solidarietà e vicinanza ai cittadini e ai centri colpiti dal sisma

Voglio, innanzitutto, esprimere la mia più profonda solidarietà e vicinanza a tutti i cittadini delle aree colpite dai terremoti di questi ultimi giorni; in particolare, il mio pensiero, e quello di tutta la Federazione, va agli amici dei Centri di Modena, Mantova, Bologna, Reggio Emilia e Parma, colpiti, in qualche modo, anche loro, dal sisma, nel faticoso scorrere della loro vita quotidiana.

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Mar30

I care: "Pasqua 2012"

PADRE,

CHE MI FAI DONO DELL’ ISTANTE

QUANDO UNA PRIMAVERA SI TRASFORMA IN ETERNA PRIMAVERA.

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Feb23

I care: "Appunti di viaggio"

 

Scrivo queste righe di ritorno da un viaggio in Honduras, il secondo tra i Paesi più poveri del pianeta. E’ duro il compito di scrivere del nostro mondo del sociale mentre ho ancora impresse negli occhi e nella testa le immagini di un altro mondo, di una miseria ingiusta e profonda che condivide il nostro tempo. Immagini di bambini soprattutto, che al di là di ogni facile commozione, danno la dimensione di un dramma di oggi. Si dice che i bambini siano considerati “indicatori economici”, per me sono indicatori etici della società.

 

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Gen17

I care: "Una lettera a me stesso"

Carissimo Don Mimmo,

ti chiedo, per un attimo, di svestirti dai tuoi abiti da prete e di riprendere quelli della tua gioventù. Lo so che sei ancora giovane, ma vorrei chiederti: sei mai stato un giovane di quelli che tu e la tua Chiesa definite “lontano”? Hai mai provato la stanchezza e l’insopportabilità delle parole “consumate”, e, anche se “sante”, piene di vuoto, perché non riescono più a darmi dei significati?

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Gen10

I care: "Giovane, provo una grande emozione nel comunicare con te..."

Giovane, provo una grande emozione nel comunicare con te. Mi sentivo quasi in difficoltà …. Ma poi ho detto: “che m’importa? Chi ama non può avere paura!”.
Non ho paura di te, non ho paura di sentirmi dire:“fatti i fatti tuoi!”. Lo puoi anche dire. Io parlerò ugualmente, credendo nelle parole della vita che nascono dentro e che nessuno può mai far tacere.

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Dic20

I care: Natale, Dio ha sei miliardi di volti...

Quest’anno il mio Presepe è ancora vuoto. C’è il paesaggio, il fiume, il cielo e la grotta con la natività, e  nient’altro. Non è esattamente vuoto, più che altro è spopolato. Non ci sono i pastori, gli zampognari, le pecorelle, gli angeli. Solo un paesaggio e un bambino con la sua famiglia.
Un vuoto da riempire:  troppo silenzio, troppa solitudine. E non ho più i pastori, li avrò smarriti ? chissà … ;  e, allora, quest’anno decido io chi mettere nel mio presepe, davanti a quella grotta, in cammino verso quel neonato.

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Ott28

I care: "Giovani: tra fragilità e ricerca di senso"

I giovani sono tornati. Con prepotenza, con continuità, con una vivacità sempre maggiore riprendono a riempire lo spazio dei nostri dibattiti pubblici, delle nostre trasmissioni di approfondimento, le pagine dei nostri giornali. I giovani sono tornati … ma non è che se ne fossero mai andati:  è che non ci facevamo caso più di tanto, se non nelle nostre verifiche di routine o in seguito a qualche sporadico episodio di cronaca. E insieme a loro è ritornato un fantasma: il disagio giovanile. Quanto ci piace questa espressione!

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Ott11

I care: "Anch’io sono indignato…"

 

Anch’io sono indignato e penso che l’indignazione debba trovare fiato, urla , parole. Non può restare chiusa segregata nei nostri discorsi da salotto, nei nostri diari personali. L’indignazione per essere fruttuosa deve essere condivisa, si deve trasformare in azione collettiva. Luciano Violante scrive, nel suo ultimo libro, “maledetti i gregari che sono la feccia del mondo. Sono i gregari che partoriscono i dittatori”.

Trovo molto vere queste parole e sento che l’Italia si è trasformata in una repubblica di gregari.

 

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Ott03

I care: "L’ulivo: la preghiera dei poveri"

Dall'angolo più ridente della campagna matura e abbondante di meraviglie, il vento turba anche i raggi del sole che intrecciano brillanti sulle foglie più alte degli alberi.Tra essi una pianta, gigante- nano, che bara il passaggio ai cardellini in felice fuga.

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Ago10

I care: "Marco Lucio…la tenerezza infinita"

Arrivai in Brasile, nella città di S. Paolo, alle prime luci dell’alba.
I miei occhi avvolsero l’irregolare spazio che avevo davanti
Balzò, immediato, il S. Paolo festoso, ricco, fatto di lustro e di immagine; un mondo incantevole e appagante anche per chi lo guarda.
Mi sembrò un colosso di ferro, messo lì, ben distinto, perché tutti lo ammirassero. Neanche gli stupefacenti toni del Creato, in quell’alba, riuscivano a confonderlo o a sbiadirlo. E giù, ai suoi piedi, in ginocchio, “le favelas”, impenetrabili.
Seppur ricche di luci accese, mi apparivano oscurate dalla miseria, dalla povertà

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Ago06

I care: "La speranza di un nuovo risorgimento"

Secondo l’ISTAT circa 15 milioni di persone in Italia (precisamente il 24,7% della popolazione, quasi un quarto degli italiani) «sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale». Di questi circa il 57% vive nel nostro meridione.
Una situazione che pone l’Italia agli ultimi posti tra i paesi europei, ben al di sotto della media dell’Unione. Una crisi che sembra non avere fine e che ha riportato l’Italia indietro di oltre 10 anni.
Negli ultimi due anni sono stati persi oltre 900 mila posti di lavoro a tempo pieno, e la vulnerabilità delle famiglie è in continuo aumento.

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Lug12

I care: "Non serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca"

Si muore generalmente perché si è soli, o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno'. Sono rimasto sempre colpito da queste parole di Giovanni Falcone e mi rendo conto, ogni giorno, di quanto possano essere vere.

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Giu26

I care: “Io non mi drogo”

Giornata Mondiale contro la droga

Il 26 giugno ricorre la XXV Giornata Mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Se da una parte si ha la strana sensazione che l’allarme sociale rispetto ai danni diretti e correlati all’uso di droghe si sia quasi del tutto disinnescato, dall’altro, tutti coloro che, a vario titolo, vi si ritrovano con le “mani in pasta” sanno bene che il fenomeno continua ad esserci e a manifestarsi in forma sempre più grave. E come riprova, forse, dovremmo avere il coraggio di aprire di più gli occhi iniziando a guardare le nostre città, ascoltando con maggiore compartecipazione gli operatori pubblici e privati del settore dipendenze e, ancor di più, i tanti genitori e giovani che il problema lo vivono in prima persona.

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Mag26

I care: Le stelle...le nostre orme

Guardo e ogni volta la meraviglia mi assale, riempiendo i miei occhi d’emozione.
Sono lì, davanti al tappeto azzurro, immenso mare sotto la coltre infinita che lo avvolge. E lo indora di rosa in fondo; e lo imbionda dall’altro estremo, lo tranquillizza al vento che mi ruba una lacrima.

Guardo … e oso più in là … dove le evanescenti montagne bronzate si accavallano per poi tuffarsi nel serafico cielo che, sereno, le accoglie, facendo da cornice al perfetto incontro tra passato e presente.

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Apr21

I care: "Pasqua 2011, La carezza di Dio"

Quanto è difficile riempire questa pagina bianca, scrivere parole per questa Pasqua che si avvicina; sentire il dovere, umano e cristiano, di parlare di resurrezione e di speranza.  
Attorno a me vedo  deserto, buio, angoscia e rabbia, tanta. Mi chiedo quali siano i tempi della speranza,  in questo mondo così complesso, dove sembrano vincere solo i forti; dove le debolezze e le fragilità sono sovrastate e utilizzate dalla corruzione e dall’avidità di pochi uomini; dove cresce l’incertezza sul futuro e l’insoddisfazione del presente.

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Apr05

"Comunita' terapeutiche in difficolta' dopo tagli Sanita'"

Lettera FICT a Vasco Errani (presidente Conferenza Regioni), Carlo Giovanardi (Sottosegretario Presidenza Consiglio dei Ministri) e Giovanni Serpelloni (Capo Dipartimento Anti Droga).

Questa Federazione, da sempre impegnata nella lotta alle dipendenze ed all’emarginazione, esprime una seria preoccupazione nei confronti della situazione economica che, inevitabilmente, viene ad investire il settore sanitario.
Il Servizio Sanitario Nazionale, gravato da una sensibile riduzione dei fondi disponibili, è costretto a ridurre la spesa nei confronti dei servizi fondamentali su cui si basa il nostro lavoro quotidiano.

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Mar28

"L’onda nera"

Lampedusa: apriamo le porte delle nostre Comunità...

Non la possiamo fermare. Sono solo chiacchiere quelle di chi si fa pubblicità sui respingimenti. Non la possiamo fermare quest’onda nera, questa onda africana che si riversa potente e disperata sulla porta di un occidente spaventato, su un’isola-porta, avamposto di uno squilibrio economico che segna i nostri tempi. Ed è per questo squilibrio che non possiamo fermarla, è la legge dell’entropia, della disperazione che muove gli uomini e le storie e della speranza che li guida.

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Mar23

"Madri, bimbi e vulnerabilità emotiva…"

Nelle città invisibili, Italo Calvino scrive che l’inferno è quello che noi viviamo sulla terra, che ci costruiamo con le nostre mani. E nei confronti dell’inferno possiamo avere due atteggiamenti : integrarci in esso fino a non vederlo più, diventandone parte…. Oppure, vivere in esso, cercando e scegliendo ciò che inferno non è.
Se si opta per questa scelta, quindi la più difficile, la via stretta,  allora è chiaro che a questa dobbiamo essere preparati, educati e sostenuti. Le isole di non inferno le costruiamo noi stessi e forse questo è il grande obiettivo della relazione educativa d’amore.

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Feb21

"La storia di Stefano"

La vocazione alla strada è un dono di Dio. Proprio la strada, la piazza, le case, i luoghi degli uomini e del quotidiano, sono il luogo in cui Dio e l’uomo si incontrano; è qui che ha senso stare, ascoltare, esserci.
Qui, sulla strada, Qualcuno mi ha dato un appuntamento ed io mi sono fermato, col rischio e la paura di sporcarmi le mani e  di infangarmi di terra, con il bisogno di cercare, anche dove c’è il  buio, la notte,  la disperazione … proprio lì, cercare  l’azzurro di un cielo in cui fa capolino la speranza.

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Feb09

“L’olocausto dell’indifferenza …”

Raul,  Fernando, Sebastian, Patrizia : sono questi i loro nomi.  Erano i loro nomi. Abbozzi di vita, di fragili bozzoli appiccicati ad angoli di muro, esposti agli occhi di chi passa accanto. Armati solo di un sorriso sdentato e di uno sguardo che toglie il fiato. Come tutti i bambini.  Ma noi siamo stati crudeli nei loro confronti.
Non li abbiamo voluti vedere! Abbiamo posto lontano da noi tutto quello che può disturbare il nostro occhio o la nostra coscienza.

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Feb01

Spettatori di un Decadentismo inquieto

Non so cosa faccia più male: la consapevolezza che tutti gli sforzi e i sacrifici affrontati dall'ultimo dopo-guerra in poi e vissuti sulla pelle di ogni uomo e di ogni donna, per la conquista della libertà e della dignità, si siano trasformati in mera chimera; o la tristezza del fruire, impotenti, di una vita che scorre come un fiume senza letto, né argini e né foce. Questo scenario umano e socio-politico è "uragano"senza ideologia: motivazione forte, quest'ultima, per la lotta all'affermazione del sé, uomo-donna- persona- cittadino.

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Gen21

"Ragazzi e solitudine: tra virtuale e bisogno di reale "

“Sconfiggeremo le nostre solitudini e quelle dei nostri figli quando sapremo riaprire gli occhi alla bellezza dell’incontro con l’altro”

“Ma… se ho 350 amici di facebook, allora cosa ci faccio di sabato sera solo davanti al computer?”.
Così un cabarettista ironizzava, qualche tempo fa in una trasmissione televisiva, durante uno sketch sul fenomeno dei social network. Quelli che noi continuiamo a chiamare “nuovi mezzi di comunicazione” interrogano ormai da più di dieci anni sociologi, psicologi, esperti di comunicazione.

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Gen20

La casa de la vida

…la delicatezza di una carezza. S. Paolo, Brasile

Fui fulminato dal contrasto tra il verde intenso delle foreste e la strada polverosa e assolata che correva maestosa fino a perderla di vista. E, quasi ,improvvisi, i colori intensi delle case, come fumi colorati, presero il sopravvento. “Prova viva dell’Amore infinito! Chiunque arrivi qui – pensai – non può fare a meno di accorgersi della grandiosità del Creato!”. Intuii che sotto a quei tetti, dentro a quei muri desolati, lì, avrei dato vita e spazio al mio “essere prete di strada”. Rimasi con la pienezza di quell’immensità fin quando arrivai in albergo.

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Gen12

La pozzanghera

La sala degli incontri, in Accoglienza, scolpita di grigiore contro la luce del giorno carico di pioggia.
Le voci sommesse dei miei ragazzi non facevano rumore; solo, qua e là, le file di sedie scavate e secche rompevano il silenzio. Lo scroscio improvviso della pioggia mi aveva distratto. E, in fondo alla fila di destra, con il capo chino, chiuso nella morsa delle proprie mani, i capelli scuri che le avvolgevano le spalle, la figura bieca di una giovane donna. Era lì, ma soffriva.

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Gen05

"Quel bimbo dal viso sporco, ma bellissimo!"

…La reciprocità

Arrivai a Bogotà, in Colombia, dove sarei rimasto per qualche giorno. Bogotà: città strategica con un peso demografico schiacciante rispetto ad altre città colombiane; caratterizzata da forti contrasti edilizi e sociali. Ai grattacieli e ai palazzi lussuosi della parte centrale, si contrappongono misere, ma colorate bidonvilles nella periferia, che mi apparvero grandi sassi variopinti.

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Dic21

Natale 2010, “La lacrima di Dio”

Questa notte è caduta la neve sulla mia città. Fiocchi grandi, continui, che sono scivolati giù dal cielo con ritmo incessante. È caduta per ore, fino a coprire ogni cosa del suo manto bianco. È raro vedere la neve qui da noi, sul mare del sud, nella terra del sole. E  se ora mi affaccio dalla finestra è ancora tutto bianco.
 Devo dire la verità: un po’ mi ha infastidito questa storia … questo candore bianco da cartolina di Natale, da spot della Coca-cola.

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Dic13

“Vediamo se hai il coraggio di denunciarmi…”

di Mimmo Battaglia

Paura, silenzio- silenzio e paura…….delle donne violentate, della società che muta, guarda oltre.
Oltre quegli occhi che cercano di nascondere…. Nel frattempo altre donne, altre bambine hanno pagato il prezzo della nostra indifferenza. Una ragazza è morta un po’ di tempo fa sotto le mani di ventisette persone che hanno abusato di lei per due giorni…E’ vero! Il Fatto è successo lontano da noi… e per di più era di colore, forse una prostituta.

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Dic06

Vorrei donarvi il canto di un angelo

Che desiderio grande, irrealizzabile forse: vorrei fare un dono in questo Natale, alle persone che incontro, a voi che ogni giorno incrociate la mia strada: nessun oggetto di lusso, nessun simpatico gadget, vorrei donarvi un miracolo. E nemmeno uno nuovo. Uno copiato da una notte di duemila anni fa, al primo scomodo, magico Natale: vorrei donarvi il canto di un angelo!
Si lo so, è un'idea stramba, da poeta sognatore, poco pratica forse. Ma quando mi guardo dentro, quando cerco a fondo nei vostri occhi, sento che questo è il solo dono che vorremmo, quello di cui abbiamo davvero bisogno, da sempre, da molto prima che qualcuno ci insegnasse cosa desiderare, cosa chiedere, cosa aspettarci.

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Nov22

Tra sogno e realtà

Da bambino, Giuseppe, aveva tanti sogni. Gli sarebbe piaciuto fare il pilota di F1 (non il calciatore, era troppo pigro), ma anche fare il veterinario o l’esploratore o il condottiero di eserciti invincibili. Insomma (Sn ) = sogni all’infinito. Uso questa notazione perché non basterebbe un foglio intero per raccontarvi dei suoi sogni e poi perché la memoria un po’ mi tradisce. Cresciuto e arrivato al liceo i sogni c’erano sempre, erano solo un po’ più seri. Come tanti ragazzi avrebbe voluto cambiare il mondo, credeva nella politica come partecipazione, impegno, sacrificio, lotta di ideali e condivisione.

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Nov17

L'arte del prendersi cura

Arte antica e troppo spesso dimenticata.

Trovo straordinario che la cura venga definita “arte” e non scienza o prassi… Nella definizione di arte si trova un intero universo di significati inesprimibili in modo differente. Il prendersi cura è un atto creativo, è un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. È un atto rivoluzionario che modifica lo scorrere grigio delle cose con i colori dell’attenzione, dell’ascolto, dell’amore. È, come l’arte, unico, irripetibile, inciso nella storia e nello spazio,e come l’arte è un bisogno pienamente umano.
Allora trovo spunto dall’arte, dalla musica in questo caso, per riflettere sul prendersi cura.

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Nov15

“Assomigliarsi di più…”

Alcuni ragazzi hanno concluso il loro percorso terapeutico presso il Centro Calabrese di Solidarietà. Voglio fare dono di alcune parole che mi hanno colpito, ascoltando la testimonianza di una di loro:  “Non sono una santa, sono una cisterna piena di crepe, sono fragile e forte, sincera e manipolatrice, sbaglio e cerco di rimediare. Il mio percorso non finisce qui, tante cose devo farle, il bello è questo: non sentirsi mai arrivati. Cosa è cambiato in questi anni? Mi assomiglio di più!”.

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Nov08

E’ proprio strano questo nostro millennio!

Quante cose nuove, eccitanti…indispensabili
Ci sono le nuove tecnologie che sostituiscono quelle che il mercato ha fatto diventare precocemente obsolete. Ci sono le nuove tendenze, abilmente pensate e subdolamente pubblicizzate per fare aumentare i desideri e con questi la voglia di spendere (così il dio PIL può crescere con buona pace degli economisti e tanta gioia degli imprenditori). Ci sono persino nuovi modi, imprescindibili ragioni e nuove occasioni per fare festa a tutti i costi in modo da riempire “i  tempi morti “che ci separano dalle  classiche belle feste commerciali come Natale o Pasqua (la lettera maiuscola è d’obbligo per distinguerle da quella roba stantia in cui si parla di uno strano Salvatore Bambino che ha avuto il cattivo gusto di farsi inchiodare su un pezzo di legno).

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Ott25

Silenzio per restituire a Sarah la sua dignità

In questi ultimi giorni, come molte persone, mi trovo, mio malgrado, immerso nell’orrore mediatico più assoluto. Più cerco di rimuovere il senso di nausea e di angoscia che mi attanaglia e più mi trovo invischiato in una palude di voci e di immagini, in cui il sangue, l’uso bestiale del sesso, l’assoluta negazione della sacralità della vita e della morte costituiscono l’unico orizzonte possibile. E’ come una melma nella quale più ti muovi per uscirne e più rimani intrappolato e sporco. La solita vocina “fuori campo” mi ripete…. Miseria,  sei sempre il solito puritano moralista !!! Quando ti deciderai ad accettare i tempi in cui vivi. Oggi tutto si consuma in diretta. E’ così comodo, ti fa risparmiare un sacco di tempo. Non puoi essere tu l’unico romantico che rifiuta di accettare il principio della globalizzazione, e con esso, quello “dell’informazione prima di tutto”.

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Ott21

Ho licenziato Dio

Ho licenziato Dio, gettato via un amore per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore. Così incominciava il Cantico dei drogati che Fabrizio De Andrè scrisse circa quarant’anni fa.

Ho licenziato Dio: le prime parole sono per un senso di vuoto. Da qui la disperazione, la tossicodipendenza, l’isolamento.
Quanto è cambiato quel mondo oggi! De Andrè allora raccontava di uomini soli, disperati bohemien, emarginati e  incompresi o ricercatori lisergici e solitari che giocavano con il proprio cervello cercando di lanciarlo oltre i confini dell’infinito …

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Apr09

Il problema della comunicazione televisiva e mediatica

di Don Mimmo Battaglia - Presidente FICT

La posizione della FICT era già stata precedentemente esposta all’interno del Dipartimento Nazionale ed anche attraverso un comunicato stampa inviato “a caldo”, a ridosso della vicenda relativa alla puntata di Anno Zero incentrata sul tema in questione. Tuttavia ci pare proficuo lo scambio attuale in vista di nuove direzioni politiche e comunicative.

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Apr02

PASQUA: Il sepolcro vuoto - di don Mimmo Battaglia

Beati coloro che credono nella Resurrezione, vivendola oggi, ogni giorno, nel suo mistero.

Qualche mese fa, in pellegrinaggio con un gruppo di amici, mi sono recato in Terra Santa. Un sogno cercato e desiderato da sempre. Un tuffo verso la sorgente della fede, un bisogno di calarmi nelle radici di un dono infinito, la nostalgia di cercare e vedere e ritrovare le orme del Maestro.

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Mar12

Adolescenti verso… di don Mimmo Battaglia

Scommettere sui ragazzi significa credere nell’inedito di un Dio che non invecchia mai.

Nell’interrogarmi sul tema dell’adolescenza, sul loro mondo e sulle loro infinite storie, ciò che istintivamente ha catturato il mio pensiero è il ricordo di una vecchia favola e di alcuni personaggi in particolare: Lucignolo e Pinocchio.

Posted in I care, minori

Feb06

I mezzi di informazione devono educare i giovani alla salute - di don Mimmo Battaglia

Intervento del Presidente FICT in merito alla trasmissione “Annozero” che ha avuto come protagonista il cantante e musicista Morgan dopo la sua esclusione dal Festival di Sanremo.

Non si intende entrare in una polemica che rischia di attanagliarsi su ideologie politiche quando il problema riguarda il mondo dei nostri giovani, nei confronti dei quali dobbiamo sentirci responsabili in ogni momento ed ogni volta che parliamo a loro e di loro.

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Gen11

IMMIGRATI: Tra la violenza ed il silenzio - di don Mimmo Battaglia

Il presidente della FICT interviene a proposito dei drammatici episodi di Rosarno in Calabria.

“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

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