Grande afflusso di visitatori al Presepe Vivente organizzato dai ragazzi della comunità di recupero “Il Ponte”, tenutosi in queste festività natalizie nella sede della comunità a Civitavecchia in via Veneto n.30/C.

Tagliamo la testa della superbia e dell’egoismo: se la Solidarietà trionfa nelle nostre vite, il Natale è ogni giorno

Ricostruendo la Betlemme dei tempi di Gesù, con i soldati romani, i re magi, Maria, Giuseppe e il bambin Gesù, tutto in carne e ossa, i ragazzi della comunità hanno interpretato la natività e curato l’ambientazione nei minimi dettagli, con lo scopo di far rivivere agli ospiti la nascita di Gesù duemila anni dopo.

Quest’anno la rappresentazione si è ispirata al concetto di povertà e sobrietà, con l’intento di donare alle persone un momento di intensa riflessione, di raccoglimento e di grande intimità con sé stessi.

«Vogliamo festeggiare in modo autentico la gioia del Natale – spiega un giovane della comunità – e condividere insieme agli altri la buona notizia della nascita di Gesù e del suo Amore per ciascuno di noi, soprattutto per i più umili e disagiati. ».

Sono questi gli adolescenti del percorso terapeutico-riabilitativo del Ponte che ora, consapevoli di esser cresciuti dentro, vogliono poter donare agli altri tutto ciò che hanno nel cuore.

Nella mattina di sabato, alle 10.30, il Vescovo diocesano Luigi Marrucci ha celebrato la Messa di Natale insieme ai ragazzi della comunità, alle loro famiglie, alle autorità locali e del comprensorio, ai volontari e operatori del centro di solidarietà Il Ponte.

Il presule, prendendo spunto dalla Parola di Dio, ha suggerito due pensieri: «In una situazione di difficoltà politica e sociale, bisogna riferirci ad un vento nuovo che porti in mezzo a noi l’impegno sociale e di servizio. Il Signore è davvero in mezzo a noi per portare questa ventata nuova. Ci ha generato ed è nelle nostre viscere. Oggi, ci chiede di generarlo a nostra volta per donarlo agli altri.»

Altra riflessione è che Dio, ogni giorno, ci chiede di tagliare le teste della nostra iniquità, di quel bagaglio interiore che ci chiude e c’impedisce di essere in relazione con l’altro. «Tagliamo la testa dell’orgoglio perché abbiamo bisogno di umiltà che è Verità; al contrario l’arroganza e la superbia è cecità.» Se ognuno riesce in questo e Dio trionfa nelle nostre vite, il Natale è ogni giorno.

Terminato il momento liturgico, è seguito il messaggio augurale delle autorità e degli ospiti intervenuti che riconoscendo perfettamente calzanti le parole del Vescovo con la nostra problematica realtà, hanno espresso la necessità di fare sempre più comunità in uno sforzo condiviso. Serve una scossa emotiva che, dal basso, dia forza interiore per imporre al nostro essere di farci portatori dei valori di solidarietà, servizio, condivisione, misericordia e speranza.

Don Egidio Smacchia, presidente dell’associazione fondata nel 1978, nell’augurio di quest’anno ha espresso: «È quando siamo piccoli, umili, semplici, è allora che siamo grandi. È quanto ci insegna il Vangelo e la nascita di Gesù Bambino anche in questo Natale. Quanto sarebbe importante fare tutti un bagno di umiltà e metterci al servizio dei più deboli, di chi non ha speranza, dei disagiati».

Questo proposito verrà realizzato concretamente nel “10º Capodanno di Solidarietà”, l’iniziativa solidaristica che si terrà martedì 31 dicembre, ore 13, nella comunità di via Veneto. Nell’ambito dell’evento, i ragazzi e le madri del programma di recupero del Ponte, con l’aiuto degli educatori e volontari del centro, offriranno il pranzo a circa cento persone che si trovano in condizioni di disagio (handicap fisico e mentale, senza fissa dimora, anziani, famiglie in difficoltà) e dopo li intratterranno con giochi, tombolate, musica e karaoke. Inoltre, i Presidenti delle associazioni di volontariato di Civitavecchia “serviranno a tavola” gli ospiti presenti, a testimonianza dello spirito di servizio che anima i volontari.

Il 3 gennaio ci sarà un’altra manifestazione tutta al femminile, la decima edizione della “Befana di Solidarietà”. Toccherà alle giovani donne del Ponte, mascherate da befane, dedicare una giornata alle anziane suore ricoverate presso l’Istituto delle Suore di Carità.

Papa Francesco ci esorta sempre a non avere paura della bontà e neanche della tenerezza, a comprendere che il vero potere è il servizio «…Bisogna aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili».

Nell’abbracciare integralmente il messaggio del Santo Padre, il centro di solidarietà Il Ponte con le sue iniziative di sostegno sociale vuole promuovere quanto sia sempre più indispensabile approcciarsi alla società più debole ed avere la forza di donarsi verso il prossimo. Anche il più “piccolo” gesto può essere grande.

di Francesca Colletta