Tra i termini più ricorrenti nel nostro lavoro c’è sicuramente il “disagio giovanile”: un fenomeno analizzato, dibattuto e affrontato nelle maniere più diverse, con risultati più o meno soddisfacenti.
La “provocazione” che vorrei fare oggi è la seguente: vogliamo parlare del “disagio degli adulti”?
Quando si parla degli adolescenti, si dice che tra le cause del loro disagio vi siano la mancanza del senso del limite, l’insofferenza/non rispetto per le regole, la non accettazione di se stessi, una mancanza di progettazione/prospettive per il futuro… E gli adulti? Sono immuni da tutto ciò?
Se è vero che il mondo degli adulti deve essere il modello per le nuove generazioni, guardiamo un po’ quale tipo di modello stiamo offrendo in questo inizio di millennio.
Parliamo di limiti: come possiamo spiegare il fatto che- sempre più spesso- maschi già avanti con gli anni facciano un ricorso massiccio al viagra (o simili) per avere le “prestazioni” sessuali di un ventenne (e per farlo qualcuno ci ha rimesso la vita)? O ancora, donne che diventano madri ad un età in cui solitamente si diventa, o si sta diventando, nonne? E cosa dire di quella signora non più giovanissima che in una trasmissione della De Filippi fa la “cubista”? Non ho mai visto la trasmissione in questione, ma “Blob” passa spesso degli spezzoni con le esibizioni di questa arzilla nonnetta, una volta mio figlio- 24 anni- ha commentato “ ma dove è finita la dignità di questa signora? Non ha dei parenti o qualcuno che le vuole bene e la fermi?…”
Se consideriamo il discorso delle regole il risultato non è molto diverso. In questo caso gli esempi negativi arrivano addirittura da chi dovrebbe essere Esempio con la e maiuscola: le istituzioni sia laiche sia religiose. La cronaca ci racconta ogni giorno di parlamentari che, invece di tutelare gli interessi del popolo che li ha eletti, fanno di tutto per aggirare le regole al fine di incentivare i loro interessi privati o “coprire” azioni scorrette. In Liguria, in questi giorni, fanno molto scalpore le “trasgressioni”, sfociate anche nel penale, di alcuni appartenenti al Clero. Sempre in tema di comportamenti rispettosi, mi vengono in mente certi personaggi pubblici che, invitati nelle trasmissioni televisive, finiscono puntualmente con l’urlare improperi contro i loro interlocutori, aggredire e non lasciar parlare gli altri e- ultimo colpo di teatro- alzarsi e abbandonare la trasmissione.
Cambiamo argomento, la non accettazione di se stessi: Quanti miliardi si spendono per cambiare nasi, zigomi, bocca, occhi, seni, capelli ecc? Le “trasformazioni” di nonne/nonni in pseudo-giovani è sotto gli occhi di tutti ogni giorno… La vita dell’uomo è un percorso con un inizio ed una fine, non si può bloccare il trascorrere del tempo o fingere che non sia così. Penso sia giusto ed importante approfittare delle scoperte e dell’evoluzione della medicina per vivere il più a lungo possibile e in buona salute, ma ritengo che vada fatto nel rispetto della naturalità delle cose.
Un’ultima nota riguarda la progettazione del futuro. Da qualche anno la situazione mondiale registra una profonda crisi nel mondo del lavoro, le conseguenze sono state (e sono) disastrose:molte famiglie sono passate da una vita “normale” a vivere sotto la soglia di povertà, il mondo del lavoro è soprattutto precariato, sono sempre di più i trentenni che vivono con la famiglia d’origine perché non riescono a raggiungere un’autonomia economica… e legato a ciò anche la denatalità sta crescendo in modo vertiginoso. Insomma si vive alla giornata.
Sempre parlando di futuro- in una scala da 0 a 10- che valore possiamo assegnare all’incoerenza e all’egoismo degli adulti che affermano di operare per le generazioni future mentre stanno, lentamente ma costantemente, uccidendo la terra? Penso abbondantemente sopra la metà!
Di fronte a questi fatti ha ancora senso parlare di “disagio giovanile” ? Non sarebbe più corretto parlare di “disagio della società”? Una società che ha perso di vista alcuni dei suoi valori fondamentali, dove è importante apparire più che essere, dove la slealtà e l’inganno regnano sovrani, dove l’egoismo è il motore che muove l’agire degli uomini, dove-in una parola- si è perso il senso di comunità.
Penso che noi adulti dovremmo fare un serio esame di coscienza, individuare le nostre responsabilità e innescare una serie di meccanismi virtuosi che possano riportare il mondo verso standard di benessere e di vivibilità maggiori e maggiormente diffusi. Abbiamo capacità e competenze per farlo, forse dobbiamo mettere in campo più intelligenza e ricordare che il tempo continua a scorrere. In questo modo torneremo ad essere un vero esempio da imitare per le generazioni che ci seguiranno, ma- soprattutto- quelle generazioni avranno un futuro!
Termino con alcune frasi della filosofia recitata ogni giorno nei Centri della Federazione, ritengo siano una buona “cura” rispetto a quanto detto sino ad ora: né il gigante dei miei sogni, né il nano delle mie paure, un uomo parte della comunità con il suo contributo da offrire. Su questo terreno possiamo tutti mettere radici e crescere, vivi a noi stessi e agli altri…