Nella società attuale il consumo in generale è divenuto parte integrante di stili di vita che considerano un quadro crescente di sostanze e comportamenti (sostanze psicotrope e non psicotrope, cibo e comportamenti quali shopping, gioco d’azzardo, uso di internet) come elementi indispensabili per il vivere quotidiano. Di fronte a un quadro complesso di consumi diffusi e potenzialmente portatori di dipendenza, sembra non avere più particolare senso dirigere l’attenzione sulla distinzione tra sostanze illegali e progettare interventi di prevenzione unicamente focalizzati su queste ultime o rivolgersi esclusivamente a soggetti esposti a particolari fattori di rischio: il rischio della dipendenza oggi, pur a vario livello, coinvolge ogni individuo e gruppo sociale.
30-31 maggio e 1 giugno 2012 – Bologna
In conclusione, quindi, l’evoluzione dei paradigmi della dipendenza richiede che i modelli di prevenzione escano dall’attuale dimensione di attività residuale, rivolta solo ad un target specifico di soggetti considerati a rischio di dipendenza patologica. In questo scenario è necessario acquisire chiavi di lettura interdisciplinari allargate che non chiudano gli individui dentro ai confini delle categorie classiche della normalità, della devianza, della cura e della malattia. A ciò si aggiunge la consapevolezza che gli interventi tradizionali di prevenzione, basati spesso su processi di informazione e sensibilizzazione generica, rischiano di avere scarsa efficacia, avendo effetti molto limitati nel tempo quando non addirittura contrari al loro scopo. La semplice assunzione di informazioni sulle caratteristiche delle sostanze e dei comportamenti a rischio di dipendenza patologica non è infatti sufficiente per prevenire uso, abuso e dipendenza. Occorre ribadire la necessità di un’attività di prevenzione di natura educativa, capace di sviluppare livelli efficaci di autonomia intellettuale, affettiva e quindi decisionale per il singolo, il gruppo, la comunità. Occorre elaborare interventi preventivi che, con adeguati approcci strategici, siano in grado di fornire risposte soddisfacenti al bisogno di autonoma capacità di progettazione esistenziale, socio-culturale e politica del singolo, dei gruppi e della comunità nel suo insieme. La Facoltà di Scienze della Formazione e la Regione Emilia-Romagna intendono, attraverso la Festa della Prevenzione, approfondire il tema in un momento storico caratterizzato da incertezze e povertà di risorse economiche (paradossalmente, meno soldi può significare più consumi, pi rischi), con l’obiettivo di censire i modelli di prevenzione attualmente più significativi e utilizzati, favorire un confronto costruttivo tra tali modelli e promuovere l’importanza dell’educazione quale elemento strutturale del tema della prevenzione in relazione a sostanze e comportamenti che possono creare dipendenza patologica nei singoli, nei gruppi, nella società in generale.
Programma
30 maggio: 14,30-18,30
Saluti introduttivi
Ivano Dionigi – Magnifico Rettore dell’Università di Bologna
Virginio Merola – Sindaco di Bologna
Assessorato della Regione Emilia Romagna
Le teorie della prevenzione
Quali teorie supportano e guidano l’intervento preventivo differenziato sui diversi livelli della relazione fra individui, gruppi, ambiente e società?
Quali sono i paradigmi teorici di riferimento attuali, le chiavi di lettura più convincenti rispetto ai fenomeni di abuso/dipendenza?
Moderatore: Francesca Emiliani
Interventi previsti:
Don Mimmo Battaglia, Patrizia Meringolo, Maurizio Coletti, Mauro Croce, Roberta Caldin, Peter Koler
In contemporanea al Convegno e per la durata di tutte e tre le giornate, in Aula B sarà esposta la mostra “Sesso, droga &… manifesti – una mostra stupefacente” a cura di Edoardo Polidori e una sezione di poster interattivi
31 maggio: 14,30-18,30
Le metodologie e le strategie della prevenzione.
L’evoluzione progressiva e continua della realtà della dipendenza richiede oggi una complessiva riprogettazione teorica dei modelli di intervento di prevenzione, alla quale deve conseguire una profonda riprogettazione delle strategie operative e degli strumenti utilizzati.
Moderatore: Luigi Guerra
Interventi previsti:
Sandra Bosi, Massimo Santinello, Leopoldo Grosso, Pierluigi Viale,
Maria Grazia Fava Vizziello, Fabrizio Binacchi
A conclusione del Convegno, verrà proiettato “Ti porto via con me”, cortometraggio sulla prevenzione all’uso di alcool e sostanze, realizzato da giovani studenti bolognesi.
1 giugno: 10,00-12,30/ 14,30-18,30
In uno scenario complesso come quello attuale, si rende necessaria una nuova alleanza e collaborazione sia con attori istituzionali sia con soggetti non convenzionali (del mondo della cultura, dell’arte, dello sport) costruire una rete articolata di professionalità e competenze diverse in grado di intervenire tale complessità.
• 10,00-12,30
Moderatore: Mila Ferri
Interventi previsti:
Franca Francia, Michele Marangi, Marco Battini, Antonio Mosti, Alessandro Dionigi, Alberto Tinarelli, Cristina Zambon
• 14,30-18,30
Gli attori della prevenzione
Moderatore: Don Stenico
Interventi previsti:
Umberto Nizzoli, Annarita Fittini, Don Dossetti, Vincenzo Castelli, Raimondo Pavarin, Bruna Zani; Walter Vitali
• Conclusione dei lavori
Luigi Guerra – Preside della Facoltà
di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna
Assessorato della Regione Emilia Romagna
Angelo Fioritti – Direttore del Dipartimento di Salute
Mentale dell’Azienda USL di Bologna
Informazioni e contatti
Segreteria organizzativa
Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Bologna
Pamela Pagliarini: pamela.pagliarini2@unibo.it;
051-2091671
Iscrizioni
Per la partecipazione al Convegno non è necessaria alcuna iscrizione.
Sede del Convegno
Facoltà di Scienze della Formazione, via Filippo Re, 6
(raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Bologna, con
gli autobus: 36 – 37 – 32 fermata “Porta San Donato”)