Con una partecipazione ben oltre le aspettative, sabato 20 aprile l’associazione Il Ponte di Civitavecchia ha festeggiato i suoi 35 anni di servizio per i più disagiati.

Con il patrocinio della Città di Civitavecchia, della Fondazione Cariciv e dello United Nations-Office on Drug and Crime, l’evento ha coinvolto oltre le istituzioni locali ed i cittadini, i Sindaci di Allumiere, Tolfa, Vejano, Tuscania, Anguillara Sabazia, i soci fondatori de Il Ponte,  i volontari e gli amici  del centro.

La manifestazione per l’anniversario della Comunità fondata da don Egidio Smacchia

Per partecipare alla giornata, all’aula consiliare “R. Pucci”, sono giunti da Venezia, Milano, Mantova, Parma, Genova, Schio, Arezzo, Viterbo, Benevento, Catanzaro e Cagliari, i presidenti e direttori dei Centri di Solidarietà aderenti alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (F.I.C.T.) di cui Il Ponte fa parte, per condividere la voglia di proseguire la mission di Progetto Uomo e dare speranza a tanti giovani e a tante famiglie.

In apertura della manifestazione, le suggestive note dei Beatles, Yesterday e Imagine, suonate dal quartetto di fiati degli Amici della Musica di Allumiere diretti dal maestro Rossano Cardinali, e la proiezione del filmato, realizzato grazie agli operatori del Tg1 Rai, che sinteticamente ha ripercorso il cammino dell’associazione dai suoi esordi.

Partendo dall’intuizione che spinse un gruppo di volontari, con don Egidio Smacchia, a realizzare quella che sarebbe divenuta l’associazione, la storia de Il Ponte è cominciata già prima del ‘78, allorché si decise di non poter stare a guardare generazioni di giovani in difficoltà svendere la propria vita a spacciatori di false verità.

Il Ponte, sempre guidato dalla speranza, ha iniziato così un viaggio tra molte difficoltà e poche certezze. La prima certezza è di non essere soli. La seconda è di porre sempre al centro dell’attenzione la Persona secondo la filosofia di Progetto Uomo: “…vivi a noi stessi e agli altri”.

Negli anni l’impegno, le attività, sono cresciute, con la necessità di nuovi spazi (la nuova comunità di via Veneto) e di una conoscenza sempre maggiore per affrontare le nuove sfide che la Strada propone.

Nel corso dell’evento, moderato dal giornalista Rai Paolo Di Giannantonio, si sono espressi sul tema del disagio sociale, in ordine d’intervento, il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei, il consigliere regionale del Lazio, Gino De Paolis, il Vescovo Diocesano Mons. Luigi Marrucci ed il presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche don Mimmo Battaglia.

«Il Ponte – ha ricordato monsignor Marrucci – per sua definizione, è qualcosa che simboleggia l’unione tra due punti che di per sé sarebbero irraggiungibili. L’avvallamento da attraversare ci riporta alle difficoltà, ai disagi: chi non sperimenta momenti burrascosi nella propria esistenza? È la vita dell’uomo, di ieri e di oggi, diviso, in balia delle onde di un mare agitato».

Per il presule «Il “ponte” è il ricongiungimento dell’uomo nella sua unità, integrità, che non vuol dire ugualità. Ogni persona è un dono grande, è ricchezza a sé, è riflesso e bellezza del Creatore. Ecco perché questo centro di solidarietà e quanti in esso vi operano, sono “ponte” e pontefici, costruttori di unità».

Il vescovo ha voluto anche ringraziare don Egidio Smacchia «uomo e sacerdote che ha voluto questo centro» e invocato la benedizione del Signore sia per chi «in 35 anni di cammino vi ha vissuto e lavorato» che per coloro «che si sono fatti prendere per mano».

Don Mimmo Battaglia, presidente della F.I.C.T., ha rimarcato nel suo intervento il diritto alla vita ed all’integrità della persona e se la terra è sinonimo di disuguaglianza, precarietà, ingiustizia sociale, mentre il cielo è perfezione, integrità, giustizia, allora «portiamo il cielo sulla terra. Non basta appoggiarsi sul volontariato: anche le istituzioni devono fare la loro parte».

In chiusura, le toccanti testimonianze del percorso di speranza costruito da un giovane della comunità, un genitore, un volontario ed un operatore del centro.

Don Egidio, nel ringraziare tutti per la partecipazione, ha ribadito che “non siamo qui ad autocelebrarci. Il nostro è un processo di cammino che noi facciamo, importante per ciascuna persona, per la famiglia e per la società».

Dal 1978, sono tante le attività realizzate sul territorio che hanno portato “Il Ponte” ad incontrare ben oltre 30.000 persone alle quali ridare fiducia perché da soli non ce la farebbero, condividendo i momenti di sconforto ma anche di gioia nel vedere rinascere la Vita.

Il fondatore della comunità ha poi sottolineato come «sono trascorsi 35 anni di impegno, anche faticoso, ma soprattutto di speranza perché dai poveri e da chi è in difficoltà nasce la speranza. Tutto ciò ha richiesto tempo, risorse, spazi, ma anche tanta solidarietà e condivisione, con la voglia di dare, tutti insieme, risposte, sostegno, gratuità».

di Francesca Colletta – Associazione il Ponte di Civitavecchia