Al termine di una maratona di trattative estenuanti ed in alcuni momenti drammatiche, Vi aggiorno sugli ultimi sviluppi della situazione di Reggio Calabria.

Innanzi tutto, grazie anche all’attenzione che tutti voi ci avete riservato ed alla solidarietà manifestata, siamo riusciti a portare la nostra lotta ad avere un attenzione tale da meritare un intervento da parte del Ministero e della stessa Regione Calabria.

Grazie a tale intervento abbiamo scongiurato, almeno per il momento, l’immediata chiusura dei servizi, preannunciata per domani. Abbiamo infatti ottenuto una prima parziale vittoria: la garanzia della prosecuzione dei servizi minimi senza l’ulteriore taglio del 30% deliberato dalla struttura commissariale che regge il comune di Reggio. Si tratta come comprenderete di un risultato minimo ma di grande importanza per la nostra città, un risultato che in ogni altra società civile sarebbe “normale” ma che da noi solo qualche giorno fa era impensabile.

Un risultato ottenuto grazie alla unità di intenti di tutte le organizzazioni del terzo settore di Reggio, delle famiglie e delle altre parti sociali. L’ennesima dimostrazione che i cittadini, insieme, possono realmente determinare cambiamento.

Al momento quindi abbiamo deciso, preso atto di questo importante passo avanti da parte del Comune, di continuare i servizi almeno per altri 20 giorni. Ovviamente i problemi generali sono tutt’altro che risolti. Abbiamo infatti ottenuto solo una boccata d’ossigeno a tempo. Se nei prossimi 15-20 giorni non interverrà un impegno concreto, anche in termini economici, la chiusura diventerà comunque inevitabile. Le organizzazioni infatti restano schiacciate da un pregresso di oltre 2 anni di arretrati che se non troverà un piano di rientro sostenibile, unito al pagamento puntuale del corrente, condurrà comunque alla chiusura. Per questo motivo nei prossimi giorni continueremo le trattative sperando di giungere ad un risultato accettabile e scongiurare la fine delle nostre esperienze e soprattutto dei servizi per i cittadini più fragili.

di Luciano Squillaci