La Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT) opera da oltre trent’anni, senza finalità di lucro e rappresenta la storia di un “molo” che diventa un “porto” in cui anime ferite approdano, per poter trovare rifugio, ritrovare forza, rifocillarsi, accarezzando ed afferrando la speranza per poi ripartire.

Operiamo nel sociale con particolare riferimento alle dipendenze: le nostre realtà sono individuate e riconosciute dal DPR 309/90, normativa che ha rinforzato la valenza dell’intervento riabilitativo  attribuendo alle stesse ruolo di enti ausiliari delle Regioni.

contro i tagli dei docenti comandati alle Comunità Terapeutiche

La legge 23 dicembre 1998, n. 448 recante misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo, ha valorizzato l’attività  degli enti e delle associazioni che svolgono attività di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti disponendo assegnazioni di docenti e dirigenti scolastici nel limite massimo di cento unità. Questo riconoscimento rappresenta l’affermazione inequivocabile del ruolo educativo svolto da queste realtà, un ruolo che non può essere dimenticato e, come tale, va rinforzato conferendo quel sostegno professionale a strutture senza fini di lucro che sviluppano “l’educazione”

Il Disegno di legge di stabilità 2013 riduce del 50% il numero di unità disponibili. Questa decurtazione non può rappresentare solo un correttivo economico per il bene del Paese, ma anche una rinuncia forte al ruolo educativo che il Paese  ha nei confronti dei suoi cittadini.

La crisi economica non può imporre al nostro Stato di rinunciare ad educare, di ridurre le risorse a favore di chi porta un contributo di crescita. Non si può prevedere di risollevare il Paese facendo mancare la possibilità di ritrovare persone produttive, capaci di risollevarne le sorti. E’ un controsenso!

Quando si affronta il tema delle dipendenze si spendono parole sulla necessità di rinforzare la prevenzione. E’ forse questo il modo farlo?. La questione mi indigna come uomo, come sacerdote il cui compito è “educare” e come Presidente di una federazione che raccoglie centri su tutto il territorio nazionale e ospita centinaia di ragazzi che sono in difficoltà ed hanno bisogno di aiuto. Facendo loro mancare le risorse li aiuteremo?

La nostra Federazione, che ha usufruito del prezioso supporto del personale docente in tutti i Centri che la compongono chiede ora di rivedere la norma di cui all’art. 46 del Disegno di legge di stabilità 2013.

Rinunciare ad essere quel “molo” che diventa “porto”, riducendo le risorse educative, non porta alla stabilità!

Sac. Don Mimmo Battaglia – Presidente FICT