L’insostenibile situazione delle carceri obbliga ad una seria riflessione sulle indicazioni costituzionali sulla legalità e sulla finalizzazione della pena, come ci sono consegnate dall’art. 27 della Costituzione. Per riportare al centro questi principi, è inevitabile richiamare l’importanza di un rilancio delle misure alternative alla detenzione, che dovrebbero esplicitarsi come una modalità ordinaria per la finalizzazione riabilitativa dell’esecu-zione penale, come varie sentenze della Corte Costituzionale hanno ribadito, insieme a vari rilievi verso le situazioni di rigidità che contrastano con il principio di flessibilità della pena, nel tentativo di rimuovere le prime per riaffermare detto principio.

24-26 Novembre 201, Istituto Suore Maria Bambina, Via Paolo VI, 21- Roma

Di pari passo va contrastata l’affermazione che le pene alternative non siano vere pene. Si tratta di intendersi, di dare significato a parole come certezza ed effettività della pena. Bisogna capire se una pena carceraria, scontata in luoghi definiti dal Presidente della Repubblica “disumani,e gli ospedali psichiatrici sono un orrore” è una pena certa ed effettiva. O se non è più efficace quella pena che si esegue con il coinvolgimento del detenuto, lavorando sulla sua storia, sulla ricerca e la realizzazione di altre prospettive. Il volontariato lo ritiene necessario, per difendere l’opera di Gozzini e di tutti quelli che si sono mossi con lui per una carcerazione più umana.

 

ISCRIZIONI AL CONVEGNO E SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:

COORDINAMENTO ENTI E ASSOCIAZIONI VOLONTARIATO  PENITENZIARIO – SEAC

Via Fontanarosa, 17 – 00177 Roma

Tel. 06.27858273 – Fax 06.27868864 – cell. 338.9489515

volontariatoseac@tiscalinet.it

 

Quota di iscrizione:  E. 20

Per gli studenti la partecipazione è gratuita