“Siamo indignati, denuncia Luciano Squillaci – Presidente FICT, di fronte alla mancanza di cura e attenzione verso la vita umana; siamo indignati di fronte allo show propagandistico e politico che gioca a braccio di ferro sul “caso” della nave Diciotti.
È contro la nostra Costituzione, oltre che i nostri valori umani e cristiani, tenere chiusi uomini e donne su una nave, senza che abbiano commesso alcun reato, se non quello di fuggire a fame, guerre e violenze e cercare la speranza di una vita migliore.

La commissione europea non sa come collocare 150 persone, pare assurdo e mi fa orrore l’idea che stia accadendo. Le logiche di potere stanno prendendo il sopravvento sul rispetto della dignità delle persone. La linea “dura” mette in discussione il senso di “ Comunità” e di civiltà di un paese. Non possiamo essere indifferenti di fronte al disagio e alla sofferenza  delle persone, questo ci renderebbe inumani. La vera minaccia per noi non sono i migranti, ma l’indifferenza e l’odio.

Non abbiamo, conclude Squillaci, solo la responsabilità dell’accoglienza, ma anche la responsabilità di salvare le vite in mare e recuperare quel senso di solidarietà che ci caratterizza in un momento in cui si sta criminalizzando e violando anche norme di diritto nazionale, comunitario e internazionale.” “Chiediamo quindi, l’immediata “liberazione” delle 150 persone rinchiuse sulla Diciotti e che anche per loro venga messa in moto la macchina dell’accoglienza, unica possibile risposta per un Paese che voglia ancora definirsi civile!”

Elisabetta Piccioni

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