Il progetto teatrale è stato proposto per far fronte al bisogno di alimentare il volontariato giovanile nell’ambito della cura alla persona, utilizzando uno strumento che favorisca la relazione, in un periodo storico in cui la relazione è solitamente mediata da una tastiera, face book, smart phone.
Giovedi 3 aprile, ore 2030 – Trento (TN) – Teatro S. Marco e Sabato 5 aprile, ore 2030 – Pardegnone (TN) – Teatro Comunale
Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere il territorio di Trento e la comunità della Valle dei Laghi, dove sono inserite le nostre comunità terapeutiche. Sono stati coinvolti circa 30 persone tra studenti provenienti dagli istituti superiori, movimento scout, ospiti delle comunità terapeutiche del Centro Trentino di Solidarietà (persone con disturbi psichici associati a dipendenze patologiche e persone sieropositive o con Aids), 7 volontari e 3 operatori.
Il laboratorio, attraverso le sue attività, ha permesso di favorire la conoscenza reciproca, il rispetto, l’accettazione e l’apprezzamento proprio e degli altri, la fiducia, la responsabilità condivisa e lo spirito di squadra (essenziali in scena quanto nella vita). Attraverso l’espressione corporea si è potuto operare sulla propriocezione, il riconoscimento, l’ascolto e l’accettazione dei propri limiti e si è cercato di ottenere consapevolezza delle proprie modalità di comunicazione non-verbale.
La sperimentazione protetta di ruoli tramite interpretazione ha favorito l’acquisizione di maggiore sicurezza/scioltezza e abilità nell’entrare/uscire flessibilmente dai ruoli, concependosi come persone pluridimensionali (tutte competenze estremamente attuali nell’odierna società complessa) e scoprendo attitudini inesplorate per il futuro post-comunitario. I partecipanti hanno avuto dunque la possibilità di lavorare su aspetti personali anche problematici protetti dalla maschera del personaggio (ricaduta sulla propria storia di vita).
Il progetto ha previsto uno sviluppo delle capacità relazionali che si instaurano tra ospiti e utenti del servizio e prevede una sensibilizzazione del problema del disagio e delle dipendenze patologiche nel territorio trentino e l’ampliamento delle risorse volontarie con il coinvolgimento di gruppi giovanile, quest’ultimo utile anche per un obiettivo di prevenzione al disagio e alle dipendenze.
Per quest’anno, la Compagnia dei Bambini Sperduti, fondata in seno al Centro Trentino di Solidarietà nel 2002, debuttando con “L’isola che non c’è”, guidata dal regista ed educatore teatrale trentino Michele Torresani, metterà in scena lo spettacolo “Sogno di una notte di primavera”, liberamente tratto, in chiave moderna, dalla famosa opera di W. Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”. Un sogno d’amore di tre coppie coronato in seguito a gelosie, tradimenti e litigi. Un amore avvolto nella notte, nell’oscurità della dimensione onirica.
Il tema del sogno è dunque fondamentale, e cos’è il teatro, se non una macchina creatrice di sogni? E il tema del sogno sta alla base del percorso di questi attori un po’ particolari che nonostante la fatica del vivere non hanno perso la voglia di sognare una vita più serena.
Per informazioni:
Antonio Simula – Centro Trentino di Solidarietà onlus
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7 Telefax 0461 – 933048
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