“L’integrazione tra il territorio, i Comuni, l’Azienda Sanitaria Locale e il Servizio sociale minori, è stata una carta vincente che ci ha permesso di affrontare insieme le problematiche complesse che la scuola oggi incontra nella sua quotidianità” ha sottolineato Donatella Peroni (La Ricerca) sottolineando l’obiettivo dell’impegno della giornata: “Ridare speranza all’agire educativo, cioè credere di poter cambiare, avere il coraggio di guardare con occhi nuovi la nostra realtà, e soprattutto i giovani ragazzi adolescenti che oggi incontriamo, guardali sempre come una risorsa, una progettualità, ci permette di credere ancora che il futuro della educazione è già oggi  nelle nostre relazioni nel nostro quotidiano”.

Nuovo modello di intervento educativo sperimentato per 4 anni nelle medie inferiori della Valdarda

“Il futuro dei nostri ragazzi si decide in classe –   ha sottolineato il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Luciano Rondanini –, in una dimensione di convivenza in cui si giocano le varie dinamiche di amicizie, amori, relazioni, siamo chiamati a lavorare per costruire una dimensione di inclusione”. Un nuovo modo di fare scuola  che può avere ricadute a largo raggio su tutta la comunità: di qui il richiamo al collegamento fra scuola-famiglia-territorio, favorito appunto anche dall’inserimento di consulenti educativi nelle scuole:  “La comunità territoriale deve farsi carico della crescita dei nostri figli, e ancor più dei problemi delle famiglie più in difficoltà. Il territorio agisce, propone, interviene, deve essere lo spazio di protezione, e sviluppo, dei problemi di crescita che i ragazzi incontrano. In questo la scuola, ogni singola scuola, può fare la differenza, costruire la cultura dell’attenzione, dell’inclusione, stabilire come ci si deve comportare”.

L’urgenza di una sinergia più forte con il territorio viene sottolineata anche dal prof. Pierpaolo Triani, che partendo da un dato – “Il 20 per cento dei ragazzi ha difficoltà in classe” –  sposta l’attenzione su una lettura del problema in chiave “strutturale”, dove gli interventi di sostegno e prevenzione siano sostenuti da un pensiero comune. Tre i livelli di intervento proposti a questo scopo: il primo riguarda la cura della qualità della vita della classe e la cura dell’azione didattica (che include un’adeguata formazione del docente); il secondo livello ha come oggetto le specifiche difficoltà che impediscono ai singoli alunni di portare a conclusione positivamente il loro percorso scolastico; il terzo livello è focalizzato sul grave disagio scolastico, per cui servono interventi altamente personalizzati e professionalizzati. Come concretizzare tutto questo? “Con l’inserimento di figure e dispositivi di supporto, quali: il counseling scolastico e l’inserimento dello psicopedagogista, appunto, l’istituzione di tavoli di lavoro interistituzionali e interdisciplinari, la formazione dei docenti e dei coordinatori di classe”.

Prospettive di prosecuzione:  costruire momenti di riflessione sui temi educativi che possano far emergere il sapere pratico dei docenti, coordinare all’interno delle scuole tutte le attività e i progetti educativi, creare dispositivi chiari che possano aiutare la scuola a far fronte alle emergenze educative, fare del consiglio di classe il luogo privilegiato per l’osservazione , l’analisi e la definizione di linee educative, coinvolgere maggiormente i  docenti  per ampliare la riflessione sull’idea di scuola, puntare sul patto di corresponsabilità tra scuola e genitori che rimetta in circolo comunicazione  e fiducia, valutare le azioni realizzate, ma soprattutto il processo che si è compiuto per poter dare un contributo allo sviluppo dell’organizzazione, favorire la cultura di una scuola aperta che si apre ai territori e che crea alleanze.

E intanto il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, ha chiesto il copyright del modello sperimentato in Valdarda, mentre il sindaco di Fiorenzuola, capoluogo della vallata, Giovanni Compiani, in qualità di  presidente del Comitato di Distretto ha confermato la volontà di proseguire l’esperienza in un sistema integrato con il territorio.

di Tiziana Pisati, Responsabile Ufficio Stampa La Ricerca Onlus