La storia vera di Carmine Amato che sulle strade di Napoli si reinventa educatore.
Salvatore «capucchione», Nino «buttiglione» e io, detto «ferro filato» o «semmenzella», o ogni altro nomignolo che sintetizzasse uno scheletro andante in miniatura, abitavamo nello stesso palazzo. Secondo, quarto e sesto piano…
Venerdì 26 settembre 2014, ore 18.00, presso il giardino di Casa Lamar a Trento in via Alto Adige n. 20
Il Margine e il Centro Trentino di Solidarietà onlus è fiero di presentare la storia vera di un adolescente cresciuto sulla strada, a Napoli, che rischiava di finire «malamente», e si ritrova educatore, maestro e compagno di chi ha diritto a una seconda possibilità. Ha cominciato in prima linea, nel quartiere di Barra, dove i piccoli gesti di legalità sono una sfida culturale e la violenza si intreccia con il destino dei tanti, troppi ragazzi a cui è stato precluso un futuro.
In quegli anni – gli anni del fiorire delle cooperative e dell’educazione come pratica di libertà a Napoli lavora anche Marco Rossi-Doria, oggi sottosegretario all’istruzione, pioniere della scuola della seconda Chance. I loro destini si incrociano, ne nasce una profonda, duratura amicizia e un invito a scrivere questa storia, a narrare la Napoli di allora, l’Italia di oggi.
Oggi Carmine Amato vive e lavora fra la Spagna e il Trentino, dove si occupa dei ragazzi delle scuole professionali a rischio «drop-out». Una giovinezza vissuta pericolosamente, una maturità conquistata tra il Sud e il Nord di un Paese a doppia velocità. I bassi, la scuola, la camorra, Felice Sciosciammocca e le zeppole di San Giuseppe, fino a un sospetto certificato di sana e robusta costituzione.
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