Il 26 giugno ricorre la XXV Giornata Internazionale contro l’Abuso di Droghe e il Traffico Illecito, proclamata dalle Nazioni Unite. Il Ceis – Centro di Solidarietà di Pescara, presente nel territorio dal 1981, dedica gran parte della sua attività proprio alla lotta alla droga e al recupero di persone tossicodipendenti, ma attualmente rivolge i suoi interventi anche a bambini e adolescenti in difficoltà, adulti con disagio, vittime di comportamenti compulsivi. A questa “nuova dipendenza” il Ceis ha prestato attenzione già nel marzo del 2006, attivando il servizio “Game Over”, per dare una risposta concreta ed efficace nel nostro territorio alla dilagante diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.), una sindrome compulsiva, per cui il soggetto diventa incapace, in modo progressivo e infine cronico, di resistere all’impulso di giocare.
Come ricorda la responsabile, Dott.ssa Valeria Orfanelli, “Game Over” nasce come unico servizio di questo tipo presente in Abruzzo e nel centro-sud ed alcuni interventi sono in collaborazione con i già esistenti centri specializzati di Bolzano e di Roma.
Il fenomeno della dipendenza da gioco ha continuato a crescere in Italia in questi anni. Si tratta di un fenomeno trasversale che investe tutte le fasce sociali. Il giocatore d’azzardo ha bisogno di mettere in palio somme sempre maggiori illudendosi di avere il controllo della situazione. La fascia di età più presente è quella tra i 35 e i 45 anni, la maggior parte sono uomini, mentre le donne chiamano soprattutto per aiutare il coniuge. Le dipendenze più gravi sono quelle da videopoker e slot-machine e la motivazione è quasi sempre la rincorsa al denaro facile.
L’équipe del “Game Over” è costituita da psicologi-psicoterapeuti, operatori e sociologi. L’approccio clinico-terapeutico è di tipo cognitivo-comportamentale. Esso s’inserisce all’interno del modello integrato “Progetto Uomo”, linea guida ispiratrice di tutti i programmi attivati dal Ceis, per il recupero della centralità della persona quale soggetto critico, autonomo e sociale, capace di progettare la propria esistenza e di orientarla verso un significato.
La dipendenza crea sofferenza sia al giocatore che alla sua famiglia e può arrivare a distruggerla, non solo a livello economico, ma anche nell’essenza stessa degli affetti e dei legami. Ed è proprio per questa causa che all’interno del servizio “Game Over” viene offerto un servizio parallelo, i cui destinatari sono i familiari. Si tratta di gruppi di auto-aiuto che hanno la funzione di “contenitore emotivo” per i familiari e spunti per una migliore e più efficace gestione delle dinamiche intervenenti nel rapporto con il familiare-giocatore che nel frattempo segue il suo percorso individuale.
Dal 2006 gli utenti che hanno usufruito del Servizio sono più di 200. Solo nel corso dell’anno 2011 gli utenti seguiti dal Servizio sono stati una cinquantina. Uno dei prossimi obiettivi del Servizio è quello di organizzare un follow-up con l’intento di richiamare gli utenti che hanno usufruito del Servizio per conoscere quali esiti ha esortato la terapia a cui si sono sottoposti per uscire dalla dipendenza dal gioco. Il follow-up ha come obiettivo quello di massimizzare e migliorare gli interventi clinici all’interno del Servizio “Game Over”.
Il Servizio infatti offre prestazioni oltre che nell’area psicologico-clinica anche nell’area della prevenzione-informazione promuovendo interventi di sensibilizzazione, prevenzione e informazione ai giovani e presso tutte le agenzie educative; sostiene ricerche ed interventi in collaborazione con Comuni, Province ed Università del territorio.
Per avere informazioni, contattare il numero 085 9430169 in orari di ufficio o scrivere a ceis.pe@cespe.net.