Alcuni ragazzi hanno concluso il loro percorso terapeutico presso il Centro Calabrese di Solidarietà. Voglio fare dono di alcune parole che mi hanno colpito, ascoltando la testimonianza di una di loro:  “Non sono una santa, sono una cisterna piena di crepe, sono fragile e forte, sincera e manipolatrice, sbaglio e cerco di rimediare. Il mio percorso non finisce qui, tante cose devo farle, il bello è questo: non sentirsi mai arrivati. Cosa è cambiato in questi anni? Mi assomiglio di più!”.

“Non sentirsi mai arrivati”, umili quindi, mai appagati: questo il bello, vivere in viaggio. In un viaggio interiore che ha bisogno di stazioni per l’incontro con gli altri e con le azioni che, nel bene o nel male, lasciano un segno, visibile. In un mondo in cui bisogna farsi valere, imporsi all’attenzione e dove tutto si rimedia sgomitando, sulle “cattedre” spesso salgono gli spavaldi che confondono la visibilità con l’apparenza, la luce con i riflettori, la presenza con l’invadenza, la testimonianza con la pubblicità e resta nascosta la vera grandezza dell’Uomo: l’autenticità.  Eppure, ancora,  il più piccolo gesto di bontà e di umiltà, legittima e nutre la speranza,e  autorizza l’attesa di giorni migliori. Di tempi migliori. Per tutti!  Cercare la libertà dell’autenticità ci apre al cambiamento. E assomigliarsi di più è possibile!

Don Mimmo Battaglia
Presidente FICT