Il Vecchio lo osservò a lungo.

I vestiti dimessi, le scarpe impolverate, il bastone di legno stagionato. Non vi era alcun dubbio: quell’Uomo aveva cercato a lungo prima di arrivare a lui.

Gli occhi svegli e luminosi incastonati tra le rughe di un volto abituato ai raggi del sole, esprimevano una divertita intelligenza, mista ad una insaziabile curiosità.

E il Vecchio, per questo, lo ritenne degno.

“Cosa cerchi, viandante, nella notte?” gli chiese.

“Nulla che abbia già visto, e bada, sono molte le cose che ho visto…”

Il Vecchio sorrise divertito a quella risposta. Come è presuntuoso l’Uomo…

“Allora prosegui la tua strada, viandante, qui c’è solo un povero Vecchio”.

“Lo farò, probabilmente, ma mi hanno detto che in te c’è tutta la saggezza del mondo. Allora rispondimi Vecchio, cosa c’è che ancora non ho visto? Cosa devo cercare che ancora non ho trovato?”.

L’Uomo guardò il Vecchio tentando di scrutarlo sino al fondo, ma il Vecchio sembrava non avere alcun fondo.

“Tu credi di aver visto tutto, ma nel guardare tutto ciò che hai visto, ti sei perso la cosa più importante”

L’Uomo, sorpreso, riandò indietro con la memoria al suo lungo viaggio, riavvolgendolo come fosse un nastro. E rivisse la fatica per le dure salite, sentì di nuovo il sollievo delle soste, la gratitudine per la fonte che aveva spento la sua arsura. Rivide i volti di tanti compagni di strada, il dolce sapore del pane condiviso con l’amico e la triste amarezza del tradimento. Sentì nel cuore la gioia dei suoi tanti innamoramenti, la delusione del rifiuto, la serena certezza dell’amore per l’unica donna della sua vita.

Cosa si era perso allora? Di che parlava quel Vecchio?

“Un giorno non molto lontano” riprese il Vecchio “passarono di qui tre grandi principi e mi chiesero indicazioni sulla strada da seguire. Qualcuno gli aveva detto che sarebbe arrivato il Re più importante e potente del mondo, e loro volevano rendergli omaggio. Avevano seguito a lungo una Stella, ma ora da diversi giorni l’avevano perduta. Non avevo risposte da dargli. Ognuno sceglie quale Re vale la pena incontrare, e soprattutto quale Re vale la pena servire. Gli dissi solo che la loro ricerca doveva continuare, perché  spesso ciò che cerchiamo è molto più vicino di quanto pensiamo…” detto questo il Vecchio ristette in silenzio.

“Che storia è questa Vecchio? Quale è il significato? Dimmi almeno se i tre principi hanno trovato il loro Re!”

Il Vecchio lo guardò sorridendo. Com’è impaziente l’Uomo…

“Non è quella la domanda corretta, mio caro amico. Avresti dovuto chiedermi se i principi stavano cercando il Re giusto. Ascolta viandante, lungo il cammino sono tanti i re che si incontrano. Molti di loro sono capaci di lusingarti promettendo doni straordinari: ricchezza, potere, agio…  E spesso lo sprovveduto cade nella rete, e decide di seguire il re sbagliato, pentendosene alfine amaramente. Uno solo, tra loro, infatti può promettere il dono più prezioso: la libertà. Puoi comprendermi? Se il Re che i tre principi cercavano era quello giusto, non vi è dubbio che lo hanno trovato. Perché se davvero teniamo al Suo dono, alla fine è Lui che cerca noi. E proprio quando siamo più stanchi, demoralizzati, quando la strada ci sembra troppo difficile, troppo lunga, quando la prova ci sembra impossibile da superare, ecco, è proprio allora che il Re ci trova e si prende cura di noi…”

E l’Uomo pensò che finalmente il Vecchio gli aveva indicato qualcosa che valeva la pena cercare, qualcosa che ancora non aveva visto. Il Re con il dono più importante del mondo!

“E allora dimmi, Vecchio, troverò alfine questo Re? E come farò a riconoscerlo tra gli altri?”

“Ascolta amico viandante, nessuno può dirti se alfine troverai il Re giusto. Dipende da te. Posso però dirti che per trovarlo, per riconoscerlo tra gli altri, occorrono solo tre cose che tutti, se lo vogliono, possono avere. Devi avere occhi capaci di sognare cose ancora non viste, gambe che abbiano il coraggio di portarti su sentieri sconosciuti, ma soprattutto, ed è la cosa più importante, un cuore sempre pronto ad amare prima di essere amato…”

Ed il Vecchio sorrise guardando l’Uomo finalmente sereno, inginocchiato davanti a quella povera mangiatoia…

Auguri

Luciano Squillaci – Vice Presidente FICT