Al Counseling Piacenza di via Lanza emerge un nuovo segnale di preoccupazione sulla genitorialità:

Segnali di preoccupazione dal Centro Counseling di Piacenza sulle crescenti tensioni tra genitori e figli.

una parte importante dell’utenza che si rivolge al nostro centro è infatti rappresentata da genitori che vivono con difficoltà la relazione con i figli, non solo nella fase adolescenziale, che resta uno dei momenti di passaggio e di crisi, ma sempre più spesso anche in età inferiore. Anche i genitori di ragazzi di 12-13 i anni riferiscono che i loro figli manifestano segnali di disagio: l’insofferenza verso le regole della famiglia, gli improvvisi cali nel rendimento scolastico e le difficoltà nella relazione con alcuni insegnanti, sono campanelli d’allarme che spesso lasciano i genitori disorientati e incapaci di ricorrere alle risorse personali per riuscire ad aiutare i figli.

Le tensioni che hanno sempre caratterizzato l’adolescenza e il passaggio all’età adulta non sono scomparse, semmai hanno cambiato faccia, lasciando i genitori sprovvisti di punti di riferimento. Sembra che non abbia più senso imporre limiti e prescrivere comportamenti: ma che cosa si fa quando ci sono problemi? Le madri e i padri dei ragazzi e delle ragazze si chiedono che cosa fare quando, “dopo aver dato tutto quello che possono” questo “tutto” non ha preservato i loro figli da sofferenze e problemi.

Il Centro di Counseling in questo primo anno di attività è diventato un osservatorio importante di questo scenario e nel confronto abituale che c’è con gli altri centri di osservazione sul territorio trova identità di vedute su questo disagio.

COME AGISCE IL COUNSELING?

Il Counseling accoglie lo smarrimento dei genitori e focalizza la riscoperta delle risorse personali e familiari per poi attivarle all’interno del sistema familiare: i genitori in difficoltà, anche perché troppo coinvolti dal punto di vista emotivo, spesso non riescono ad attingere alle proprie risorse e a gestire le situazioni conflittuali che si creano fra di loro, fra di loro e i figli e, non di rado,  fra la famiglia e l’ambiente esterno. La scuola, il gruppo degli amici dei figli, talvolta gli stessi parenti, possono venire vissuti quasi come se fossero dei “nemici”, che non comprendono le difficoltà della famiglia e che sembrano accentuarle.Quando la richiesta dei genitori è l’aiuto in una situazione di disorientamento e di fatica relazionale, il counseling mira a riattivare le relazioni e a stimolare il coordinamento fra adulti, in famiglia e nel contesto di vita. Quello che i genitori portano è la loro difficoltà a “stare nella relazione” con i figli (e talvolta fra di loro, come coppia genitoriale separata oppure ancora sposata ma molto conflittuale): il livello su cui il counseling interviene è quello comunicativo, che, nelle famiglie che si rivolgono a noi, è spesso molto problematico. I genitori hanno molte difficoltà a trovare una forma di comunicazione serena e insieme soddisfacente con i figli: sono frastornati da richieste impellenti e preoccupanti, e hanno molta paura a imporre limiti e a proporre scelte che possono far sentire i figli come “diversi” rispetto ad amici e compagni. I genitori cercano di “accontentare” ma spesso non sanno ascoltare: il counseling cerca quindi di portare gli adulti a una maggiore consapevolezza di sé e quindi a un ascolto più profondo dei figli, dei loro bisogni e delle loro emozioni.

La fine dello smarrimento sta nella riscoperta del proprio ruolo di genitore come adulto che sostiene i figli nelle – inevitabili – difficoltà, che garantisce ai ragazzi accoglienza, ascolto e amore nonostante le – inevitabili – discussioni e disparità di vedute, che propone un modello di maturità riconquistata ogni giorno, disposta a lasciarsi interrogare e persino mettere in crisi, forte di una grande fiducia nella vita e nelle capacità di ciascuno.

Elena Lazzari e Sergio Bernazzani, equipe e volontari del Centro Counseling Piacenza.