Gen19

"La FICT per i migranti chiede: la piena integrazione per una comunità più inclusiva"

Comunicato Stampa

La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche ha organizzato questa mattina, a Roma, il Seminario "Migranti tra integrazione e accoglienza"presso il "Centro Congressi Cavour" dove sono intervenuti: Luciano Squillaci, Presidente FICT; Giovanni Lizzio, Coordinatore Rete tematica migranti e Giovanni Mengoli, Coordinatore Rete tematica minori stranieri non accompagnati; Oliviero Forti, Resp.le Ufficio Immigrazione Caritas Italiana; Stefania Congia, Politiche di integrazione sociale e lavorativa dei migranti e tutela dei minori stranieri - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Luciano Squillaci, pres. FICT, afferma che: "Dobbiamo continuare ad accogliere. La FICT è nata negli anni '70 per dare una risposta al disagio. Il nostro lavoro si basa sul principio dell'accoglienza, ieri e ancora oggi, dando uno spazio temporale in Comunità per consentire alla persona un percorso di accompagnamento per ritrovare sé stesso e risposte adeguate. Chiedo una forte attenzione ai minori stranieri non accompagnati e sulla necessità della piena attuazione della Legge Zampa: abbiamo un disagio e questa volta non è un disagio sommerso ma è sotto gli occhi di tutti.”
“Se guardiamo il sistema – spiega Squillaci -  anche alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge Zampa, sotto il profilo dell'integrazione, è evidente che ancora moltissimo c'è da fare. In primo luogo, obiettivo primario dell'accoglienza per quanto riguarda i minori e non solo, non può che essere l'integrazione. Ma a quale integrazione puntiamo? Esistono enormi disomogeneità su tutto il territorio creando una integrazione flessibile che stride con il significato stesso di integrazione. “Una società “espulsiva” verso le fragilità in genere ed in particolare verso i minori stranieri non accompagnati non potrà mai essere una società integra.” Il presidente conclude: “La Legge Zampa, senza dubbio migliorabile, è applaudita da molti di noi come una prima concreta risposta nel tentativo di lasciare alle spalle l'emergenza e strutturare un modello di accoglienza che si pone come obiettivo l'integrazione e non il superamento della tempesta. Purtroppo permangono, nella nostra esperienza, enormi differenze tra i territori, che portano ad una applicazione disomogenea della norma ed al conseguente disconoscimento di diritti nei confronti dei minori.”
Durante l'incontro è stata presentata una rilevazione dati, svolta dalla Rete FICT migranti e minori stranieri non accompagnati (msna) sul flusso dei migranti nei servizi. Giovanni Lizzio, Coordinatore della Rete migranti della FICT, riporta che: “nel 2017, in 11 Centri con servizi dedicati (45% dei servizi sono CAS, Centri di Accoglienza Straordinaria; il 43% sono SPAR Minori; 7% Sprar per adulti e il 5% Cas Nuclei familiari), sono state accolte 2700 persone di cui oltre 365 donne e 350 minori, provenienti soprattutto dalla Nigeria, Egitto, Bangladesh, Pakistan, Ciad. Nei Centri della Federazione il personale di accoglienza vede oltre 280 persone impegnate verso i migranti tutto personale competente per lo più Educatori, psicologi e  Volontari”
Continua Lizzio, evidenziando una serie di criticità ad oggi presenti nel sistema di accoglienza adulti (CAS): “- Ad oggi l’accoglienza nei CAS ha tempi molto più lunghi rispetto allo SPRAR, si traguardano tranquillamente i due anni di permanenza; -  E’ necessario accelerare i tempi di convocazione: un parere negativo della commissione a distanza di due anni provoca un ulteriore dramma nella persona che vede cancellato in un momento tutto lo sforzo di integrazione investito; - Bisogna favorire la trasformazione dei CAS territoriali in SPRAR; - Superare la logica del Bando di Gara e passare ad un sistema di Accreditamento degli enti di accoglienza; - Dimensionamento dei CAS: preservare la logica dell’accoglienza diffusa sul territorio che favorisce l’integrazione; - Requisiti organizzativi: evitare di duplicare le figure sanitarie già presenti nei territori; - Fornitura beni: prevedere un ventaglio diversificato di sistemi di fornitura (beni e denaro)."
Giovanni Mengoli, Coordinatore Rete Tematica FICT minori stranieri non accompagnati, evidenzia le seguenti problematicità presenti con i msna:" - Accertamento dell'età del minore. Il protocollo previsto dalla legge Zampa è molto lungo e dispendioso economicamente. Nella stragrande maggioranza dei territori non viene attuato e questo comporta che si abbiano nelle comunità minori diversi maggiorenni sedicenti minori. In questo modo si tolgono posti sul sistema di accoglienza a minori realmente tali, e si creano problemi di promiscuità che mettono in difficoltà la gestione delle comunità; - Il Passaggio delle competenze in materia di MSNA in capo al Tribunale per i minorenni. Pur rilevando la coerenza del passaggio di competenze relativamente al deferimento della tutela dal Tribunale Ordinario (Giudice Tutelare) al Tribunale per i minorenni (TM), siamo ad evidenziare la seria criticità che, in assenza di un implementazione di organico del TM, si rischierà di attendere il rilascio della tutela con tempi molto maggiori di oggi, con problematiche a cascata sul percorso di integrazione dei MSNA (es. rilascio del Permesso di soggiorno: in moltissimi territori non viene rilasciato dagli Uffici Immigrazione della Questura in assenza di tutela); -Creazione albo tutori volontari MSNA: riteniamo molto importante implementare la prassi dei tutori volontari, che possono diventare un importante supporto per i msna nel loro percorso. Risulta però decisivo che questi comprendano il loro ruolo che non è quello di affidatari, né quello di osservatori critici di quanto i servizi preposti all'accoglienza mettono in campo. Pertanto è molto importante prevedere delle linee guida sul loro percorso formativo, rispetto al quale la FICT è disponibile a collaborare; - Vi sono minori con problematiche di vulnerabilità e fragilità rilevanti che con il nuovo sistema di accoglienza SPRAR, laddove i territori non intervengono con interventi economici aggiuntivi a quanto riconosciuto dal ministero, finiscono per essere inseriti in strutture che non hanno le risorse adeguate per rispondere ai loro bisogni.
Stefania Congia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, afferma che: "L’obiettivo del Ministero del Lavoro è connettere, coordinare sul territorio a livello regionale le politiche del Ministero del lavoro e del sociale, soprattutto rispetto al fenomeno dei minori stranieri non accompagnanti. Inoltre, le Organizzazioni come la FICT sono fondamentali per i percorsi socio lavorativi di tutti i migranti.” “Potete e sapete, dice la dr.ssa Congia, mettere a valore tutta la vostra esperienza di lavoro di Comunità all'interno di un sistema nazionale strutturato. “
Oliviero Forti, Ufficio Immigrazione Caritas Italiana, ricorda che: "il loro lavoro vuole creare modelli di interventi “prototipi” con l’augurio che diventino strutturati. I corridoi umanitari in Libia, Giordania ed Etiopia, promossi dalla CEI, sono esperienze che hanno avuto risultati molto positivi."

Info: Elisabetta Piccioni, Uff. Stampa FICT - cell.3392818398 - email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Posted in approfondimenti

Commenti (0)

Lascia un commento

LOGIN_TO_LEAVE_COMMENT